Università, un milione di euro al progetto Hives

L'Ateneo teramano capofila di un lavoro europeo per lo sviluppo della ricerca sulle due sponde dell'Adriatico
16 giugno 2016

TERAMO - L’Università degli Studi di Teramo ha vinto il progetto High-Level Innovation for a Value-Driven Exploitation (HIVES) di cui è capofila, finanziato per un milione di euro nell’ambito del Programma europeo di cooperazione transfrontaliera IPA Adriatico. Scopo del progetto è quello di affrontare in maniera sistematica le tematiche della cooperazione economica, sociale e istituzionale per il supporto finanziario alle Piccole e Medie Imprese innovative, sulla base dei risultati e delle buone pratiche di altri progetti europei.

In particolare, il progetto si propone di costituire un innovativo hub transfrontaliero per facilitare la cooperazione nell’area Ionico-Adriatica e consolidare un network della ricerca e degli attori istituzionali, per stimolare l’integrazione delle iniziative comunitarie. Al progetto HIVES partecipano dieci partners di cinque Paesi dell’area adriatica che sono Italia, Albania, Bosnia-Herzegovina, Croazia e Montenegro (Università degli Studi di Teramo; Regione Marche; Università Politecnica delle Marche; Consorzio Punto Europa Teramo; Association for Economic Development Redah; Camera di Commercio di Chieti; IDA Istra Development Agency; Facoltà di Information Systems and Technologies dell’Università di Donja Gorica; Camera di Commercio di Tirana; Zadar County Development Agency Zadra Nova).

«È un progetto strategico per l’Ateneo ‒ ha dichiarato il coordinatore scientifico Christian Corsi ‒ poiché pone in rilievo l’importanza di progetti congiunti tra i Paesi adriatici per favorire attivamente la creazione di clusters ad alto contenuto tecnologico, incubatori di idee e piattaforme collaborative, supportando la creazione di start-up innovative nei settori prioritari della strategia macro-regionale adriatico-ionica EU Strategy for the Adriatic and Ionian Region (EUSAIR), tra cui: mobilità marittima, biosicurezza e biotecnologie, efficienza energetica e sviluppo di fonti energetiche alternative».

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