Siamo alle solite: salta l’accordo tra San Nicolò e Virtus Teramo (e stavolta Campitelli non c'entra niente)

Sembrava cosa fatta la fusione in Serie D: l'imprenditore-editore Di Antonio aveva anche chiamato Micciola e confermato Di Serafino in panchina
13 giugno 2018

TERAMO - Fossero stati in tre a dover trovare un’intesa (Luciano Campitelli, Salvatore Di Giovanni e Filippo Di Antonio, in ordine di categoria calcistica), la maggioranza avrebbe pensato che il responsabile del “fallimento operativo” sarebbe stato il Presidente del Teramo Calcio. Invece Luciano Campitelli, in questa circostanza, invece, è fuori dai giochi, nei quali, sono stati “dentro”, con mani e piedi, gli altri due.

La fusione tra San Nicolò e Virtus Teramo sembrava essere cosa fatta, con Filippo Di Antonio, imprenditore delle costruzioni ed editore di Super J, che chiamava a sé il diesse Ciccio Micciola e confermava Pasqualino Di Serafino, in panchina. Tutto fatto o quasi, insomma. Mancava la firma (non un pro-forma…) che passava per un’intesa-una: non due o tre… sempre più o meno analoghe ma sempre diverse, magari leggermente, ma diverse. Se si superano le prime contrarietà, e poi le seconde, è normale che alle terze ci si fermi per approfondire… e per scoprire, almeno da una parte, che gli iniziali e sommari accordi della fusione erano stati stravolti.

Insomma le metodologie da applicare non corrispondevano a quelle iniziali: idee poco chiare e magari superficiali? Non è sufficiente, comunque, diramare, un unilaterale (da parte della Virtus Teramo), comunicato stampa per dire che, ciascun club continuerà a camminare da solo.

E’ vero che siamo tra dilettanti veri, ma in una città “professionistica”, che avrebbe meritato maggiore considerazione.

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