Teramo, il diesse è Bolla. Lo sfogo è di Campitelli

Il presidente ricorda alla piazza l'importanza della categoria. Il nuovo arrivato: «Capire perchè la squadra rende meno»
21 novembre 2016
TERAMO - (jacopodifrancesco)  Nella sala stampa del Bonolis c'è stata una conferenza non di routine. Oltre alla presentazione del nuovo da Alec Bolla, ex direttore tecnico della Pistoiese e giocatore tra le altre del Chieti (c'era nella finale playoff del 2001 persa dal Diavolo), c'è stato anche lo sfogo del presidente Campitelli: sintetizzando, ha ricordato che fare calcio oggi è difficile, e bisogna ricordarsi quanto sia importante per il Teramo questa categoria.
Programmazione Queste le parole del presidente: "Negli ultimi anni, con grandi costi, abbiamo cercato sempre i migliori perché abituati a vincere con facilità. Vi faccio notare - ha spiegato - che la Reggiana, seconda in classifica, ha in dirigenza Grammatica che prima di arrivare lì era scout dell'Entella. Voglio che il futuro sia più tranquillo".
"Questa squadra - ha proseguito - sulla carta è importante, dobbiamo rimediare a ciò che non va e sarei io il più contento se tutti mi dimostrassero di poter stare nel Teramo. È difficile - ha detto con convinzione - fare calcio oggi, in una piazza come Teramo non si guadagna. Sono sempre io il capro espiatorio, ma spesso sbaglio perché sono troppo tifoso". 
Poi ha chiuso parlando dei giovani biancorossi: "La scelta di Fratangelo è stata imposta dalla società, noi spingiamo sul nostro settore, infatti volevamo una rosa di 18 più giovani prestati alla prima squadra. Poi ci si fa trascinare e si sbaglia: c'è bisogno di armonia totale". 
Grande opportunità "Ringrazio la società per aver creduto in me, voglio e devo crescere con il Teramo. Ho avuto sentore - ha detto Alec Bolla - di come questa fosse una società ambiziosa da quando Vivarini voleva Bartolomei dal Pontedera".
Raccontandosi come direttore si è espresso così: "Ho fatto esperienza come uomo di campo, garantisco serietà e lavoro. Voglio che in campo si dia tutto, da calciatore mi comportavo così. Questa - ha continuato - è una squadra che poteva meritare di più, ma la realtà è questa: bisogna capire perché rende meno rispetto a quanto i giocatori hanno fatto nelle scorse annate". 
“Sul mercato - ha chiuso - tendo ad ascoltare l'allenatore ma a fare io le scelte. Gli equilibri dello spogliatoio sono delicati, quindi bisogna sempre fare attenzione a prender giocatori che il mister ha già allenato. Vedremo come muoverci». 
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