Dopo l’arresto di Luca Galeotti, svelato il sistema che ha portato all’ammanco di 800mila euro in sei anni. La Finanza di Teramo ha ricostruito le modalità informatiche e contabili: aveva credenziali esclusive e importi di poche decine di euro si trasformavano in maxi-bonifici. Indagini in corso sulle mancate vigilanze
TERAMO – Un collaudato e sistematico meccanismo di manipolazione contabile, andato avanti per quasi sei anni all’ombra dei palazzi istituzionali. È quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Teramo e coordinate dal procuratore Ettore Picardi e dal pm Stefano Giovagnoni, che hanno portato all’arresto per peculato di Luca Galeotti, responsabile dell’Area Finanziaria dell’Unione dei Comuni Montani della Laga, accusato di aver sottratto alle casse pubbliche circa 800.000 euro tra il 2020 e il 2026.
L’inchiesta, scaturita da un esposto del Segretario Generale dell’ente per via di alcune paralizzanti anomalie di bilancio, ha permesso ai finanzieri e ai consulenti della Procura di ricostruire il millimetrico ‘modus operandi’ del dirigente. Secondo l’impianto accusatorio, l’indagato procedeva a una vera e propria auto-liquidazione illecita di compensi attraverso due passaggi chiave. Dapprima alterava le voci dei propri cedolini paga, inserendo rimborsi spese non autorizzati o indennità inesistenti; successivamente, interveniva a livello informatico sui mandati di pagamento. In quest’ultima fase, il dirigente manometteva le cifre in liquidazione aggiungendo materialmente degli zeri, trasformando importi di poche decine di euro in bonifici da svariate migliaia di euro. Tutto questo è stato reso possibile da una falla sistemica legata all’abuso della sua posizione dirigenziale. Galeotti disponeva infatti di credenziali di accesso ai sistemi informativi con operatività ‘open’, che gli consentivano di creare, modificare o cancellare documenti digitali in qualsiasi momento della fase amministrativa. Ma l’aspetto più critico risiedeva nel suo monopolio operativo: era di fatto l’unico dipendente abilitato a inoltrare i mandati alla Tesoreria per il successivo accredito sui propri conti correnti.
Il raggiro milionario non si è limitato all’incasso diretto dei fondi. Gli investigatori hanno accertato che il sistema ha fruttato al dirigente anche l’illecito arricchimento della propria posizione previdenziale, con il riconoscimento di competenze pensionistiche e maggiorazioni sul Trattamento di fine servizio (TFS) non dovute, prontamente segnalate all’Inps per l’immediata rettifica. Le conseguenze sull’operatività dell’Unione dei Comuni sono state devastanti. Le condotte illecite hanno di fatto compromesso la regolare gestione dell’ente, determinando una paralisi amministrativa culminata nella mancata approvazione dei rendiconti di gestione 2023 e 2024, nonché del bilancio di previsione 2026/2028. Ora le Fiamme Gialle proseguono le indagini per un duplice obiettivo: verificare la reale tenuta dei bilanci degli anni passati e, soprattutto, individuare eventuali responsabilità penali e contabili omissive in capo agli organi che avrebbero dovuto vigilare sull’operato del dirigente finanziario.
