Scontro sulla sede di piazza Martiri Pennesi. Il dg di Arpa Dionisio sfida D’Angelo: “In 25 anni mai chiesto un affitto, sarebbe un pesante danno erariale”. Il consigliere comunale Rabbuffo (Lega): “Documenti inoppugnabili alla Conservatoria, la politica smetta di rallentare i lavori”
TERAMO – Si alza il livello dello scontro sulla titolarità dell’ex Palazzo della Sanità di piazza Martiri Pennesi a Teramo, sede del Distretto provinciale dell’Arpa e al centro di un progetto di demolizione e ricostruzione post-terremoto. Il direttore generale di Arpa Abruzzo, Maurizio Dionisio, ha lanciato una proposta formale al presidente della Provincia, Camillo D’Angelo, per chiudere la disputa: promuovere un’istanza congiunta al Tribunale di Teramo per la nomina di un collegio arbitrale che accerti la proprietà dell’immobile in tempi brevissimi.
Dionisio respinge con fermezza l’ipotesi che la trascrizione sia stato un atto unilaterale: “La trascrizione avviene sotto il controllo rigoroso del conservatore dei registri immobiliari. Chi mette in dubbio la proprietà di Arpa mette in dubbio il Codice Civile. Sostenere che sia un atto a mio piacimento significherebbe pensare che chiunque possa intestarsi il Colosseo. Bisogna smettere di rallentare un’opera pubblica destinata alla tutela della salute“. Il direttore generale solleva inoltre una pesante questione contabile: “Gli uffici e i laboratori Arpa occupano la sede da 25 anni. Se la Provincia fosse davvero la proprietaria, avrebbe dovuto richiedere un affitto. Non avendolo mai fatto, i suoi vertici dovrebbero rispondere dinanzi alla Corte dei Conti per un ingente danno erariale“.
Sulla vicenda interviene con durezza anche Berardo Rabbuffo, consigliere comunale della Lega a Teramo, attaccando la gestione delle amministrazioni cittadina e provinciale: “L’ultima cosa di cui la città ha bisogno è una sterile polemica sulla proprietà. Provincia e Comune sono riusciti a complicare e appesantire il percorso, dando vita a una surreale questione su una titolarità che è invece documentata in modo inoppugnabile negli atti catastali e della Conservatoria dei Registri Immobiliari. La proprietà è dell’Arpa. Riteniamo che questa inutile e infondata vertenza debba essere immediatamente risolta affidandosi ai documenti ufficiali, evitando ogni ulteriore perdita di tempo che arreca solo danno alla città“.
