TERAMO Sono disposti a provvedere al trasloco delle attrezzature e degli altri beni per l'attività a proprie spese e a rinunciare all'indennità di trasferimento prevista dal contratto, pur di rientrare a lavorare a Teramo. E' la propostaappello che 17 teramani, dipendenti della Telecom e impegnati nel servizio frontend 187 nella sede dell'Aquila e ogni giorno costretti a viaggiare per coprire gli oltre 50 chilometri di distanza tra i due capoluoghi, hanno rivolto all'azienda e ai sindacati. 'La politica di riduzione dei costi si legge in una nota e dunque di riduzioni di sedi operative, ha costretto la Telecom, nel novembre 2001, a trasferire 17 dipendenti nella sede dell'Aquila, con le stesse mansioni. Da quasi cinque anni questi dipendenti vanno incontro a innumerevoli difficoltà, una tra tutte la frequente chiusura del traforo del Gran Sasso di recente per 6 mesi per i lavori in galleria , in un quotidiano e disagiato pendolarismo verso il posto di lavoro'. Secondo i 17 dipendenti Telecom, l'azienda potrebbe allestire una salla 'remotizzata' come accade già in altre città italiane, presso la sede di Teramo dove già lavorano i colleghi del settore tecnico. 'La soluzione avrebbe un molteplice vantaggio dicono i lavoratori nel loro appello : non ci sarebbero ulteriori costi di affitto e di gestione, i 17 dipendenti rinuncerebbero all'indennità di trasferimento, la sede di lavoro rimarrebbe L'Aquila, il trasloco delle attrezzature sarebbe a carico dei dipendenti stessi ma soprattutto si risparmierebbe il denaro previsto per gli imminenti lavori di ristrutturazione dello stabile di via Strinella all'Aquila'.
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