Arrestato con licenza di telefonare

TERAMO A chi telefonava uno dei quattro ucraini fermati con un carico di granate, dalla cella di sicurezza della questura di Teramo? E' quello che vogliono sapere i giudici del tribunale di Teramo. Perchè se è vero che il particolare, la svista degli investigatori che arrestarono il gruppetto di corrieri dell'Est a Mosciano che permise a Volodymyr Stakhurkyy di mantenere il possesso del cellulare, è clamoroso, è altrettanto utile, paradossalmente, poter approfittare dell'inconsapevole aiuto alle indagini: il tranquillo chiacchiericcio telefonico dell'imputato oggi a piede libero (mentre gli altri tre,  Vitality Myhachuk, Stefan Kovpac e Cleh Havrushko, sono in carcere da 14 mesi) è stato registrato, com'è ovvio, dalla Telecom, che ha esibito i tabulati. Alcuni di quei numeri telefonici sono criptati e non se conosce il proprietario. Divena interessante a questo punto saperlo, per capire alcuni passaggi fondamentali di questa indagine e di questo processo: Stakhurkyy avvert_ qualcuno dei destinatari che il pacco era stato intercettato dalla polizia e loro arrestati? E chi era o chi erano gli interlocutori? I veri, eventuali, sicari o addirittura lo stesso Scaramella? Perchè quel telefonino, oltre che ad essere stato dimenticato dagli agenti della squadra mobile della questura di Teramo, era stato rovente anche durante il viaggio da Leopoli fino a Mosciano Sant'Angelo. E proprio ieri, agli atti del processo è entrata un'altra carta, sempre relativa a dichiarazioni di Mario Scaramella, il consulente della Commissione Mitrokhyn, al centro della spy story con morti e intossicati da polonio 210 di questi giorni, colui che 'soffiò' l'arrivo del furgone ucraino con le armi: aveva indicato agli investigatori anche modello e targa del furgone, compreso che si era guastato nel tragitto a Udine e sostituito da un'altra navetta. Indicazioni e informazioni in tempo reale possibili da acquisire, forse, soltanto con un telefonino e che probabilmente viaggiava su quel furgone. Ma si tratta soltanto di illazioni che il processo teramano vuole chiarire e che serviranno forse anche per delineare meglio la figura di Scaramella, adesso indagato a Roma. Non è stato facile, per i giudici della corte, dipanare la matassa delle dichiarazioni, spesso contraddittorie, di Stakhurkyy che anche se l'unico in libertà, appare come il personaggio centrale di questo processo. Arrestato assieme agli altri tre, si era spacciato per passeggero in transito, era riuscito a tenere il telefonino nonostante la perquisizione degli poliziotti del vicequestore Capasso, aveva continuato a telefonare quando in carcere se n'erano accorti, dopo alcuni giorni è stato rimesso in libertà: ieri non ricordava se aveva aiutato a scaricare il furgone, ha cambiato versione sul suo ruolo, che era anche di autista di questi mezzi, ha cambiato versione sul tragitto da compiere e sulla destinazione finale, adesso non più Napoli ma la Sardegna, soprattutto ha negato di aver mai fatto alcune strane telefonate, guarda caso ad altri ucraini tra Napoli e il Padovano, telefonate che lui sostiene essere state fatte. . dai poliziotti quando gli hanno tolto il cellulare! Lo hanno 'mollato' anche gli avvocati Lettieri e Scudieri, perchè adesso la sua posizione processuale diventa contrapposta a quella degli altri imputati: i difensori soprattutto Nello Di Sabatino sostengono che gli inconsapevoli, tra i presenti sul furgone, del carico di granate erano tutti, tranne Stakhurkyy. Adesso diventa importante l'udienza del 16 gennaio, quando si conosceranno i destinatari delle telefonate, gli utenti criptati del tabulato.

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