Chiodi: "Ora dobbiamo reagire". L'Abruzzo chiederà lo stato d'emergenza con le Marche

TERAMO  – La Regione Abruzzo chiederà lo stato d’emergenza  Lo ha confermato il presidente Gianni Chiodi nel corso di una riunione tecnica-operativa avuta stamane, alla presenza dell’assessore alla Protezione Civile  Gianfranco Giuliante, con i sindaci e il presidente della Provincia, Valter Catarra. L’incontro, come ha puntualizzato il governatore, è servito a fare  il punto sulle priorità e sui danni subiti in modo da definire un percorso amministrativo senza intoppi e dare forza alla richiesta dello stato di emergenza in modo da essere accolta senza intoppi.  A questo proposito Giuliante ha dichiarato di voler agire  sul Governo d’intesa con la Regione Marche che ha subito altrettanto duramente i danni provocati dalle piogge torrenziali.  Non sono mancati i momenti di tensione  durante l’incontro sulla gestione dell’emergenza e delle responsabilità, sui contenuti e i tempi usati per lanciare l’allarme, (per Giuliante le prefetture sono state allertate con un giorno d’anticipo e alle 14 del 1 marzo i volontari della Protezione Civile erano per strada”) toni che il governatore ha voluto smorzare ribadendo “che ora è il momento di reagire”. “Ci saranno le sedi dei processi, delle polemiche, dei progetti da fare e da rivedere – ha detto Chiodi – ma adesso dobbiamo rialzarci e per farlo ho bisogno della collaborazione dei sindaci. Ho bisogno del loro aiuto per avanzare richieste che possano essere accolte. "Il Il passato è passato, pensiamo a come uscirne”. Una prima stima, ancora approssimativa, è quella fatta dal presidente Catarra, che per la Provincia ha ipotizza un danno intorno ai 30milioni di euro. Per quanto riguarda la Teramo Mare, sulla quale lo stesso Chiodi ha dichiarato “una riflessione sulla progettazione va fatta”, stamane c’è stato un incontro con il capo compartimento Anas, Lelio Russo, con il quale si è convenuto di riaprire al più presto metà carreggiata. Il tratto interessato è quello immediatamente succesivo al tratto crollato durante la precedente alluvione, si stima dunque una previsione simile anche per i tempi necessari al ripristino, ovvero un anno e mezzo circa. Catarra, nel fare appello all’unità di intenti e al superamento delle logiche degli schieramenti politici, ha intanto anticipato che è pronta una proposta di delibera per disciplinare la viabilità e che nei prossimi giorni si terrà un Consiglio provinciale ad hoc per recepire le istanze dei sindaci più colpiti dalla tragedia. Cordoglio è stato espresso infine per la famiglia di Pietro Di Sabatino, il teramano trovato cadavere, durante gli interventi di svuotamento del sottopasso lungo il raccordo della statale 80 Teramo-Giulianova. Chiodi amareggiato: “Comunità colpita dalla tragedia, era un mio amico”.

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