La città si stringe attorno al calice di D'Amico

TERAMO – Che il nuovo rettore avesse canalizzato molti entusiasmi era cosa apparsa chiara già dall’unica candidatura, ma a giudicare anche dalle presenze trasversali e bipartisan al brindisi che è seguito allo spoglio elettorale si è avuta netta la sensazione che Luciano D’Amico incarni aspettattive diverse e raccolga speranze nuove. A partire dal corpo docente e dai rappresentanti degli studenti che ieri sera hanno brindato a un nuovo inizio per l’ateneo teramano, ma anche dai tanti esponenti politici e uomini delle istituzionii che, al di là della passerella pre-elettorale di rito, hanno voluto testimoniare di non voler rinunciare ad esserci al battesimo della nuova fase di dialogo con l’ateneo di Teramo, a Teramo, dei teramani. C’erano i giornalisti, il personale amministrativo dell’università, i candidati a Camera e Senato, uscenti e aspiranti, c’erano tutti ( l’assessore Paolo Gatti, l’onorevole Tommaso Ginoble, il presidente Giulio Sottanelli, il capogruppo Pd provinciale Renzo Di Sabatino) così come c’erano alcuni consiglieri comunali e regionali bipartisan e assessori (MarcoTancredi, Guido Campana, Manola Di Pasquale, Camillo D’Alessandro, Claudio Ruffini) . A brindare con D’Amico c’erano imprenditori, esponenti del mondo economico e istituzionale ( il presidente della Fondazione Tercas Mario Nuzzo, il presidente della Banca dell’Adriatico Giandomenico Di Sante), il presidente della Provincia Valter Catarra e il sindacao Maurizio Brucchi che nel segno della tradizione avviata dall’assessore Campana, ha donato una targa a nome della Città di Teramo al nuovo rettore, definito dal sindaco “l’uomo giusto al posto giusto”. “Avrà il pieno e convinto sostegno della Provincia – ha assicurato Catarra -nelle numerose sfide che lo attendono perché le sue idee e i suoi progetti tengono sempre in considerazione le possibili sinergie e gli scenari di crescita per il territorio. Noi, forse più di altri, possiamo comprendere la qualità del suo impegno perché l’inizio del suo mandato coincide con uno dei momenti più difficili per il Paese e soprattutto per le autonomie locali e per tutte quelle istituzioni, come la nostra Università, che devono fare i conti con risorse sempre più esigue. La sua statura di economista, unita alle qualità dell’uomo, sono una risorsa per tutta la comunità teramana e contribuiranno a preservare un patrimonio, quello dell’Università, che i teramani si sono conquistati con impegno e orgoglio”. E il nuovo "magnifico" è ben conscio di incarnare tante aspettattive, ma non nasconde di aspettarsi alltrettanto da tanto "parterre" che oggi ha voluto segnare la "presenza in aula". "Sento di avere con me una squdra determinata a raggiungere obiettivi ambiziosi dentro l’università e dentro la città. Ci aspettano sfide importanti e tutti abbiamo la responsabilità di traghettare l’ateneo verso una fase di rilancio che vada oltre la mera gestione dell’ordinario. Sento le aspettative e raccolgo con entusiamo e orgoglio questa nuova voglia che mi accompagna in una sfida che sono sicuro di vincere, ma ho bisogno del contributo di tutti". La prima cosa che farà da questa mattina? "Iniziare a pensare come attuare lo statuto dell’ateneo".

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