Polo oncologico: il centrosinistra consegna oltre 4mila firme alla Asl

TERAMO – Sono in tutto 4068 le firme raccolte e consegnate questa mattina alla Asl di Teramo per chiedere l’istituzione del Polo oncologico. L’iniziativa è stata avviata l’8 settembre, da tutti i partiti di centro sinistra: Pd, Prc, Sel  e Idv. «Abbiamo raccolto – spiega il segretario provinciale del Pd Robert Verrocchio – 3 mila firme attraverso i banchetti organizzati sul territorio, altre 1300 sono arrivate tramite Internet. Nonostante il manager della Asl Giustino Varrassi si ostini a sostenere che la parola “dipartimento” sia solo un’etichetta noi siamo convinti che non sia così: nel 2008 a Teramo esisteva un dipartimento oncologico, ed è stato riconfermato anche nel 2010 nel Piano sanitario. Nel 2011 è stato invece soppresso proprio da questa dirigenza». I partiti di centrosinistra nei prossimi giorni consegneranno il plico con le sottoscrizioni anche al Governatore Gianni Chiodi. «Non è più tollerabile – continua Verrocchio –vedere i pazienti trattati come pacchi postali: serve un Polo oncologico, per assisterli, insieme alle loro famiglie, anche dal punto di vista amministrativo». Marco Borgatti, portavoce della Federazione della sinistra rosetana, ha raccontato la sua esperienza di paziente oncologico. «Purtroppo – ha detto Borgatti – anch’io ho vissuto sulla mia pelle cosa vuol dire essere un paziente affetto da neoplasia. Ci sono carenze e difficoltà enormi, se si ottengono die buoni risultati nella cura delle persone è solo per la buona volontà del personale: ci sono solo 2 medici a dover effettuare turni anche di 24 ore e dover seguire anche un ambulatorio ad Atri. Nel mio caso il medico che mi seguiva, mi ha persino ospitato a casa sua il pomeriggio, per sostenermi nei problemi che mi dava la chemioterapia». La realizzazione del Polo oncologico è chiesta con forza anche da Idv e Sel. «I pazienti – afferma Valdo Di Bonaventura, consigliere comunale dell’Idv – devono essere seguiti all’interno di un percorso ben definito, non possono essere lasciati alle cure di un solo medico che deve fare i salti mortali». Tommaso Di Febo (Sel) ha ricordato che sul tema è stato convocato anche un Consiglio provinciale ad hoc.

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