Rosci lancia la sua candidatura: "Prometto il mio impegno ribelle"

TERAMO – “Non ho promesse facili da fare se non il mio impegno ribelle a favore degli ultimi e contro ogni ingiustizia”. Così Davide Rosci, candidato al consiglio regionale da Rifondazione Comunista nella lista “Un altro Abruzzo” a sostegno di Maurizio Acerbo, lancia in una nota diffusa alla stampa la sua proposta politica nonostante le restrizioni a cui è sottoposto. Il giovane leader di Azione Antifascista di Teramo è infatti aagli arresti domiciliari dove sta scontando una condanna a sei anni di reclusione per l’assalto al blindato dei carabinieri negli scontri di Roma del 5 ottobre 2011. Le vicissitudini giudiziarie – Rosci oltre alla condanna già passata al vaglio dei giudici di Appello per gli scontri di Roma, è stato processato in primo grado e assolto anche per gli scontri tra “rossi e neri” a Teramo -, non hanno scalfito l’impegno politico del giovane teramano in attesa di un pronunciamento della Corte d’Appello di Roma su una riduzione delle restrizioni chieste dai suoi legali.“Mi sarebbe piaciuto intervenire, in questa campagna elettorale, e dire la mia sulle questioni più importanti, ma la condizione in cui mi trovo limita, e non poco, la possibilità di contribuire al dibattito elettorale. Da casa – scrive Rosci – sto assistendo al solito siparietto della politica italiana e l’Abruzzo non fa di certo eccezione. Vedo i soliti volti noti che da decenni sono al servizio dei poteri forti ed un esercito di candidati pronti a riempire le liste sperando che resti qualche briciola anche per loro. Dicono che le persone sono stufe della politica. Come dare loro torto davanti ad un sistema del genere? Non ci sono più ideali, tutti cercano un tornaconto personale ed ogni cinque anni vengono a bussare alla porta persone abituate a cambi di casacca. A sinistra c’è una grave crisi di rappresentanza – ammette Rosci – e Rifondazione non fa di certo eccezione. Questa situazione ha lasciato troppi spazi vuoti che si stanno riempiendo di qualunquismo e sconforto. Mai come oggi i valori di uguaglianza solidarietà e giustizia sociale devono tornare a riecheggiare. Bisogna tornare a credere che un altro mondo sia possibile. Bisogna sostenere la lotta delle persone che ci credono come qui in Abruzzo con il compagno Maurizio Acerbo, candidato alla presidenza della Regione. Al di là dell’aspetto elettorale mi auguro che da questa esperienza nasca qualcosa di più grande, che da questo progetto si pongano le basi per costruire un partito comunista unitario che raccolga dietro la bandiera rossa tutte le anime della sinistra. Noi comunisti da sempre siamo, senza retorica, dalla parte del popolo, degli sfruttati e degli operai. Se torniamo a fare politica in modo coerente guardando all’orizzonte rivoluzionario una speranza per tutti ci sarà”.

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