Giornata della memoria: risuona la sirena antiaerea, medaglie d'onore agli internati, il ricordo di Alberto Pepe

TERAMO – Dall’orrore dei campi di concentramento all’immagine dei giovani impiccati a Teheran perché omosessuali, passando per le schiave del sesso fino ad arrivare al dibattito sul riconoscimento delle unioni civili. Il filo conduttore della Giornata della memoria all’Università di Teramo, dove viene fatta suonare la sirena antiaerea in un viaggio indietro nel tempo, è quel legame tra vecchie e nuove discriminazioni su cui si instaura ancora oggi il germe dell’intolleranza. Un legame ripercorso questa mattina in aula magna, dalla presenza di circa mille studenti delle scuole superiori abruzzesi, con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni verso i rischi di discriminazioni sottili, striscianti, ma non meno pericolose. "Il nostro obiettivo – commenta il rettore Luciano D’Amico – era quello non solo di una doverosa commemorazione dell Shoah, ma di indurre una riflessione su tutte le discriminazioni". Discriminazioni che spesso si affacciano sulla scena quando mancano vie di coesione. "È successo con gli ebrei – aggiunge il rettore – succede con i Rom i migranti". Il Rettore parla della polemica per le statue coperte per la visita di Rohani, ricorda che l’Iran ha il primato di esecuzioni capitali. "I ragazzi impiccati perché accusati di avere una relazione omosessuale – continua – è questo che bisognerebbe far vedere a Rohani". Vecchie e nuove discriminazioni, vecchie e nuove tragedie come le schiave del sesso durante la seconda guerra mondiale, le schiave del sesso dell’esistenza, le schiave del sesso lungo la Bonifica. "Come i nostri nonni si sono girati dall’altra parte – conclude -credo che anche chi rileggera’ la nostra storia tra 50 anni penserà che anche noi ci siamo girati dall’altra parte". Tra gli ospiti d’eccezione della giornata anche il portavoce dell’ambasciata israeliana Amit Zarouk. "Per me è un evento importantissimo, commovente – ha detto – Mia madre è nata in Europa, molti dei familiari sono stati sterminati nella Shoah. Credo sia fondamentale parlare della Shoah non solo per la storia ma anche e soprattutto per il futuro".

La Giornata della memoria istituzionale.  E’ stata caratterizzata dal doppio momento celebrativo: Dapprima a Villa Mosca, in via Palatucci dove c’è la targa commemorativa di Giovanni Palatucci, Giusto tra le Nazioni, l’ultimo questore di Fiume: le istituzioni gli hanno reso onore alla presenza del pronipote di Palatucci, che oggi è luogotenente dell’Arma dei carabinieri e presta servizio in una casera della provincia di Rieti. E’ seguito poi il momento solenne nella sala San Carlo, presieduto dal prefetto Valter Crudo, dove sono state consegnate le medaglie d’onore, alla memoria di due teramani internati nei campi  di concentramento nazisti, Luigi Mascioni (deportato in Germania dall’8 settembre 1943 all’11 agosto 1945) e di Giuseppe Di Martino (deportato dal 1° settembre 1943 all’11 agosto 1945).

Alla Villa Comunale nel ricordo di Alberto Pepe. Commovente e partecipata, con la presenza delle scolaresche, l’altra manifestazione della Villa Comunale, organizzata dall’Anpi di Teramo e da Teramo Nostra. Negli interventi del presidente Anpi, Tonino Franchi, e di quello di Teramo Nostra, Piero Chiarini, il ricordo del sacrificio dei tanti deportati teramani e abruzzesi ma segnatamente di Alberto Pepe (ufficiale che si rifiutò di collaborare con i tedeschi e che non volle aderire alla Repubblica di Salò, fino ad essere torturato e a morire nel lager tedesco di Unterluss), è stato esaltato perchè se ne trasmetta il valore agli studenti e ai giovani in generale.

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