TERAMO – Non bastano le proteste, non basta l’esposto alla procura della Repubblica: la Sovrintendenza non si riunisce, non esamina, non valuta e non decide. E il blocco dei lavori su corso San Giorgio persiste. Contro questa vera e propria vergogna, adesso i commercianti del corso insorgono scendendo in piazza. Lo faranno mercoledì prossimo, 5 ottobre, alle 10, con concentrazione nel punto più centrale, quallo al crocevia tra via Carducci e via Duca D’Aosta, paradossalmente quello più… libero, da transenne di cantiere. Lo fanno per attrarre ancor più l’attenzione sul disinteresse, scandaloso, della massima autorità di protezione dei beni archeologici e culturali italiani, quella Sovrintendenza che mai altrove come in Abruzzo è caraterizzata dall’indolenza e dalla lentezza di decisione dell’indifferenza nei confronti del tessuto territoriale di una città capoluogo, le cui attività commerciali sono in ginocchio per l’isolamento e la desertificazione della sua strada principale, per via della persistenza di un cantiere che non può muoversi perchè nei lavori sono venute alla luce tre o quattro pietre antiche. I commercianti protestano anche per l’assoluta inattendibilità del cronoprogramma ufficializzato nei mesi addietro, contro la mancata posa in opera della pavimentazione prevista ma anche per una nuova emergenza: la previsione della realizzazione di un nuovo pavimento in corso de Michetti (nella zona dove dovrebbe trasferirsi il cantiere dopo il completamento di corso San Giorgio) in sostituzione degli storici ‘sanpietrini’. Una nuova battaglia che si annuncia dura e spinosa per l’amministrazione comunale. La manifetazione è organizzata da Confesercenti, Confcommercio, Cna e Consorzio Shopping in Teramo centro.
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