Sono arrivate la analisi: nell'acqua del Gran Sasso non c'era niente di inquinante. Polemiche sull'allarme eccessivo I REFERTI ARTA

TERAMO – Nell’acqua del Gran Sasso che scorreva nei rubinetti di 32 Comuni della provincia di Teramo non c’era nulla di anomalo. L’acqua, cioè, è sempre stata potabile. Adesso lo dice anche l’Arta che finalmente ha rimesso i risultati delle analisi sui campioni prelevati in tre punti della rete acquedottistica della Ruzzo, proprio nel giorno 8 maggio, quando era stato lanciato l’allarme alla quasi intera popolazione della Provincia di Teramo, sulla base di una prova organolettica sensoriale, sul sapore e l’odore, che sembravano “non conformi". E invece tutti i livelli dei componenti chimici erano nei parametri previsti per legge. Mancano ancora le controanalisi del laboratorio di Padova, ma sulla base di questi numeri, è molto probabile che anche quei risultati saranno simili.
La Ruzzo Reti ha fatto sapere che anche i risultati del 4 e del 5 maggio scorsi, nei giorni in cui nel Traforo si verniciavano le strisce sull’asfalto, sono nella norma, precisando che il famigerato e mitizzato toluene era presente in una concentrazione di 18,6 microgrammi per litro, quando il parametro massimo di riferimento, secondo quanto stabilito dall’Organizzazione mondiale della Sanità per le acque per il consumo umano, è di 700 microgrammi per litro. Dunque 37 volte sotto alla soglia.
La domanda adesso sorge spontanea. Perchè tutto quell’allarme, che lunedì ha generato il panico nella popolazione? Era giustificato dichiarare la non potabilità dell’acqua dei rubinetti e il divieto di berla? Con l’inchiesta della rocura e la rabbia dei sindaci questo si saprà a breve, sperando di non scoprire che ogni decisione sia stata presa sulla bae di mal di pancia o di interpretazioni scientifiche postume e, soprattutto, errate.

ECCO I REFERTI DELLE ANALISI DELL’8 MAGGIO

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