Mascherine dalla Russia mai arrivate: per D'Alfonso proposta "fanciullesca" della Regione

TERAMO – Italia e Russia hanno messo la parola fine sulla famigerata vicenda delle 700mila mascherine annunciate dalla Regione Abruzzo all’inizio dell’emergenza Coronavirus, mai arrivate dall’aeroporto di Mosca – dove sono rimaste bloccate per settimane – e per fortuna mai pagate (a differenza di altre regioni italiane) a causa della mancanza di affidabilità della società importatrice. Italiana.

 

Il senatore Luciano D’Alfonso ha incontrato questa mattina l’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, per chiarire i contorni della vicenda e per lanciare un progetto di partnership tra L’IZS “Caporale” di Teramo e la Federazione Russa in ambito di sanità veterinaria.

 

D’Alfonso definisce “fanciullesca” la proposta commerciale della Regione Abruzzo lanciata ad una società commerciale “che ha meritato la lampada di Diogene, per la promessa di mascherine veloci mai onorata”. 

 

«La società contrattualizzata da alcuni uffici della Regione ha un nome memorabile sia nella persona giuridica che in quella fisica, ma ciò nonostante la sua consistenza commerciale si è persa lungo

le grandi distanze L’Aquila, Abruzzo, Mosca, senza alcuna responsabilità nella fornitura diventata nei fatti impossibile, assegnabile in nessun modo a istituzioni della logistica russa -scrive D’Alfonso in una nota – L’Ambasciatore Russo cordiale, puntuale e accogliente come sempre per le ragioni della regione, ci ha fatto ripercorrere le dimensioni della condotta fanciullesca con cui la Russia non ha niente a che fare. 

Per carità di territorio chiudiamo la partita qui, ringraziando San Bernardino da Siena e  il circuito di buone informazioni che non si sia canalizzato alcuno pagamento, neanche quale anticipo normalmente dovuto».

 

«Abbiamo rappresentato le ragioni di ambizione scientifica dello Zooprofilattico di “Abruzzo e Molise”, relativamente ad un progetto di collaborazione Italia – Russia per la salute animale attraverso la ricerca digitale veterinaria. L’Ambasciatore russo ha assicurato verifica, chiedendo informazioni suppletive dettagliate e mettendo a disposizione gli uffici per ogni ulteriore passaggio istituzionale occorrente, nel rispetto delle procedure».

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