Addio al Maestro Ennio Vetuschi, padre della Corale Verdi e personaggio della cultura teramana del ‘900

Si è spento all’età di 94 anni. La sua ‘creatura’, fondata nel 1953, divenne un riferimento internazionale tra i cori. Camera ardente dalle 12 alla Casa del Mutilato

TERAMO – La musica e la coralità in particolare sono in lutto stasera: è venuto a mancare il maestro Ennio Vetuschi, all’età di 94 anni. Un nome famoso in tutto il mondo, profeta in patria per il suo grande impegno per la cultura e la musica in particolare, attraverso l’Associazione Corale ‘Giuseppe Verdi’, da lui fondata ufficialmente nel 1953 (ma già a 21 anni ne formò un primo nucleo).

Da allora e fino al 2006, quando cedette la ‘bacchetta’ da direttore d’orchestra al maestro Cesare Leonzi, il Coro Verdi è diventato un’icona tra le orchestre nazionali, la cui professionalità orchestrale dei componenti fu protagonista in ogni angolo d’Europa, raccogliendo successi dovunque.

Memorable, per la città di Teramo, la vittoria del concorso musicale nella manifestazione televisiva ‘Voci e volti della Fortuna’ abbinata alla lotteria di Capodanno 1958. “La sera dell’8 gennaio – si legge nella biografia del maestro scritta dalla cognata Carla Tarquini – ad accogliere il maestro Ennio Vetuschi e il suo Coro, di ritorno dalla finale combattutissima nel teatro  Politeama di Palermo, in Piazza Martiri e Corso San Giorgio gremiti, c’era l’intera città con il suo sindaco Carino Gambacorta che fece fatica ad aprirsi un varco tra la folla per salutare il maestro vittorioso“. 

E’ stata una delle figure più importanti della cultura teramana del ‘900, addirittura chiamato nel 1990 a tenere una ‘master class’ sull’opera italiana al Conservatorio ‘Rimski-Korsakov’ di San Pietroburgo (allora ancora Leningrado), dove rimase sei mesi e che tenne i lingua russa, che lui parlava correntemente.

La scomparsa del maestro, una delle figure più importanti della cultura teramana del ‘900, ha fatto il giro della città, addolorando anche chi ne conosceva lo stato di salute che negli ultimi anni lo aveva costretto a letto.

La Corale Verdi, nel segno di grande riconoscenza e gratitudine, per l’addio al grande maestro e fondatore ha allestito la camera ardente alla Casa del Mutilato di piazza Dante, dove domani da mezzogiorno, sarà possibile dare l’ultimo saluto alla salma. I funerali saranno celebrati in Cattedrale venerdì 23 luglio, alle 11.


LA BIOGRAFIA
Chi era il Maestro Ennio Vetuschi? Conosciamolo meglio dalla biografia tracciata da Carla Tarquini per la Corale Verdi.
“Nato a Teramo nel 1927, Ennio Vetuschi si accosta alla musica da bambino influenzato dal padre musicista che suonava il flicorno e la chitarra. A 12 anni riceve in regalo un violino da un amico di famiglia che strappa al padre la promessa di far studiare musica al ragazzo. Si iscrive all’Istituto Musicale Pareggiato “G. Braga” e con la maestra Anna Maria De Petris scopre il canto. Contemporaneamente frequenta l’Istituto per geometri. Si diploma nel 1946 e nel 1948 vince un concorso al Genio Civile di Teramo dove rimarrà fino alla pensione.

Nei primi anni del dopoguerra un episodio fu determinante per la sua futura carriera di direttore d’orchestra. Ospite a Roma di una zia paterna, entra in San Pietro e sente cantare il Coro della Cappella Sistina diretto dal maestro Lorenzo Perosi. Ne rimane folgorato. Creare un coro polifonico nella sua città diventa il suo sogno. Decide di studiare uno strumento che gli permetta di insegnare le parti ai cantori. Al Braga si iscrive al corso di pianoforte e in sette anni prende il diploma del decimo anno. 

Mentre è ancora studente dell’Istituto Musicale, nel 1948, a 21 anni, Ennio Vetuschi crea il primo nucleo di quello che qualche anno dopo diventerà ufficialmente l’Associazione corale teramana “Giuseppe Verdi”. Il documento relativo viene rogato con atto notarile il 14 maggio 1953.  Le  prime prove del giovane coro furono fatte in casa dell’insegnante di canto Anna Maria De Petris. Quando il numero degli cantori iniziò a crescere ci fu la necessità di cercare un locale più idoneo. La prima sede del nuovo Coro fu il Carminello, un tempietto neogotico vicino alla chiesa del Carmine che sarà abbattuto anni dopo quando fu aperta la via Savini. 

La ricerca di una sede stabile sarà un problema cronico per la Corale “Giuseppe Verdi” che anche attualmente è sistemata in una sede provvisoria. I primi repertori del Coro Verdi furono soprattutto di musica lirica e infatti in veste di Coro lirico esso partecipò alle due Stagioni teatrali organizzate a Teramo, al Teatro Apollo, nel corso del “Giugno teramano” 1957 e 1958. Ma nel frattempo, accanto alla lirica, il Maestro Vetuschi aveva introdotto nel repertorio del Coro brani di musica polifonica e, a rinsaldare il legame con l’Abruzzo, anche alcuni canti popolari trascritti ed elaborati da lui stesso “secondo un gusto corale polifonico”. 

Con questi due nuovi repertori il Coro teramano partecipò, nel 1955, all’importante Concorso Internazionale di Musica Polifonica “Guido D’Arezzo” ad Arezzo, dove tornerà l’anno successivo e ancora nel 1959, nel 1960 e infine nel 1987. Furono esperienze particolarmente importanti e formative. Ma la svolta decisiva nella carriera di Maestro concertatore ci sarà per Ennio Vetuschi nel 1973 quando, dopo avere superato una selezione severissima, è ammesso a un corso di direttore d’orchestra indetto dal Teatro Comunale di Bologna, tenuto dal severissimo Maestro Sergiu  Celibidache di origini rumene. 

Quello di Celibidache fu un insegnamento prezioso. Ennio Vetuschi imparò da lui moltissimo, persino la gestualità che diventò più lieve e più misurata. L’anno dopo, per la stagione teatrale 1974/75, Vetuschi fu chiamato al Teatro di Bologna per una collaborazione annuale come Maestro Sostituto. Il contratto gli sarebbe stato rinnovato per l’anno successivo ma motivi di lavoro e familiari lo costrinsero a tornare a Teramo.  

Nel 1980, a cura  dell’Ente Provinciale del Turismo di Teramo e della Cassa di Risparmio di Teramo, Ennio Vetuschi pubblica la raccolta di Canti popolari Abruzzesi da lui trascritti ed elaborati. Al 1990 risale un’esperienza straordinaria nella carriera artistica di Ennio Vetuschi. In quell’anno fu chiamato dal Conservatorio “Rimski-Korsakov” di San Pietroburgo a tenere una “master class” sull’opera italiana. Vi rimase sei mesi. Le sue lezioni furono apprezzatissime. Le teneva in lingua russa che Vetuschi parlava correntemente. Fu colmato di attenzioni e di affetto. Alla sua partenza gli fu regalato il bozzetto in gesso del busto, ora nel Museo dell’Accademia delle Belle Arti di San Pietroburgo, commissionato per lui al noto scultore russo Michail K. Anikuschin.

Rientrato a Teramo, Ennio Vetuschi tornò a dedicarsi con l’entusiasmo e la passione mai venuti meno al suo amato Coro che dirigerà fino al 2006 quando la bacchetta di direttore passerà nelle mani del Maestro  Carmine Leonzi”. 

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