FOTO / Missione della Croce Rossa per riportare a Leopoli una famiglia ucraina

Volontari dei comitati di Teramo, Roseto e Spoltore in partenza per il rimpatrio: c’è anche un paziente che ha bisogno di cure. Con loro un medico e un infermiere

TERAMO – È partita questa mattina alle 9 da Teramo la missione organizzata dal Comitato della Croce Rossa Italiana di Teramo, con il supporto della CRI di Roseto degli Abruzzi e di Spoltore, per accompagnare a Leopoli una famiglia ucraina, tra cui un paziente che necessita di assistenza medica.

Sono quattro i volontari teramani che prendono parte al viaggio (Marco Olivieri, Giulia Pomanti, Cristina Bozzelli e Antonio Di Giovanni), con un’auto e un’ambulanza, insieme ad un medico, un infermiere e un interprete, questi ultimi dipendenti della CRI nazionale. Prima della partenza, di fronte alla Casa di riposo De Benedictis di viale Crispi, sono intervenuti, tra gli altri, anche il sindaco del Comune di Teramo, Gianguido D’Alberto, e l’assessore Andrea Core, che hanno salutato e ringraziato per il loro impegno i volontari in procinto di iniziare il loro viaggio verso l’Ucraina.

«Grazie alla dedizione dei nostri volontari, con la collaborazione dei Comitati di Roseto degli Abruzzi e di Spoltore, siamo riusciti a organizzare la missione partita oggi. In momenti come questo – dice Fiorenza Di Falco, presidente del Comitato CRI di Teramo – si capisce quanto sia vero che è proprio l’unione a fare la forza di un gruppo, tanto più di un’organizzazione di volontariato o un’associazione. La Croce Rossa Italiana si rivela ancora una volta come una grande famiglia che, operando unita ad ogni livello, permette di portare aiuto anche quando ci sono così tanti chilometri di distanza. Un ringraziamento di vero cuore va a tutti coloro che partecipano a questo viaggio».

Il rientro dalla missione, che vedrà impegnati i volontari della CRI di Teramo, è previsto nel fine settimana.

One Thought to “FOTO / Missione della Croce Rossa per riportare a Leopoli una famiglia ucraina”

  1. Amen

    Non è la prima volta che i profughi ucraini si fanno riportare in patria, pur se la guerra è tutt’altro che finita. E trovano anche gente disposta a scarrozzarli, a rischiare la pelle per accontentarli… Siamo alla follìa…

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