Va in pensione Rocchini, il luogotenente dei casi di cronaca più difficili

Dopo 38 anni nell’Arma dei Carabinieri e 20 trascorsi al Reparto operativo del comando di Teramo, lavorando per incastrare, tra gli altri, i killer di Adele Mazza, Melania Rea, Roberto Tizi e Renata Rapposelli

TERAMO – Vent’anni di lavoro nel Nucleo investigativo dei Carabinieri di Teramo ne fanno non solo una memoria storica dei fatti di questa provincia, ma soprattutto un militare dalla vasta esperienza, uno di quelli ancora abituati a ‘scovare’ la pista giusta attraverso intuizioni e la lettura del vissuto di una scena del crimine prima ancora che appoggiandosi alla tecnologica. Forse anche per questo il tempo è scivolato via senza accorgersene, e il Luogotenente carica speciale Claudio Rocchini è stato ‘distratto’ dalla passione e dalla fedeltà giurata all’Arma: anche per lui (purtroppo diciamo noi) è arrivato il tempo della seconda vita, quella da trascorrere lontano da sirene, fascicoli, indizi e manette.

Originario di Camppli, nell’Arma entrò nel 1984 e da allora ha fatto il carabiniere ‘vero’, condividendo la strada con tanti colleghi, da Apricena di Foggia a Serra San Quirico, a Bitonto e al Nucleo operativo della Compagnia di Molfetta. Dieci anni alle dipendenze del Comando Carabinieri Tutela della salute di Treviso prima e di Pescara poi, hanno consegnato al Nucleo investigativo di Teramo, nel giugno del 2003, un militare nel pieno della sua esperienza. Rocchini lo ha saputo dimostrare ancora una volta sul campo e non certo dietro a una scrivania.

C’è infatti il suo importante contributo nella soluzione di alcuni dei casi più inquietanti vissuti dai teramani in questa provincia, perché questa era il suo lavoro di tutti i giorni A cominciare dal delitto di Adele Mazza, nell’aprile di 12 anni fa, in via Franchi, per cui fu arrestato e poi condannato, prima della morte, Romano Bisceglia. Per proseguire con le indagini che portarono a incastrare definitivamente Salvatore Parolisi per l’omicidio della moglie Melania Rea, nell’aprile del 2011 a ripe di Civitella.

I casi a cui ha lavorato con i colleghi di quell’affiatato Reparto operativo di Teramo si sono conclusi tutti con condanne passate in giudicato: fu così per il delitto di Carmine De Luca a Torricella nel maggio del 2011, di Leven Ferra, nel regolamento di conti ad Alba Adriatica (ottobre 2012), di Roberto Tizi a Martinsicuro (7 giugno 2015), di Renata Rapposelli a Giulianova (9 ottobre 2017) o Giovanni Di Martino, a Silvi Marina (il 14 giugno 2019).

Solo la pensione lo ha fermato, dopo la pubblica amministrazione. alla soglia dei 20 anni a Teramo, dopo 38 anni di divisa della Benemerita. Che dire? Buona vita, luogotenente, di investigatori così sentiremo la mancanza!

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