La Asl di Teramo raddoppia la dotazione per la chirurgia mininvasiva. Già 726 gli interventi eseguiti nel biennio 2024-2025 con la prima macchina.
TERAMO – L’ospedale ‘Mazzini’ di Teramo raddoppia la sua dotazione tecnologica di altissima precisione: è stato inaugurato questa mattina il secondo sistema di chirurgia robotica ‘da Vinci Xi’. L’investimento mira a consolidare l’hub teramano come centro di eccellenza per la chirurgia mininvasiva, offrendo cure avanzate sul territorio e arginando il fenomeno della mobilità sanitaria passiva. Al taglio del nastro hanno preso parte i vertici regionali e locali: il governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio, l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, e il direttore generale della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia, affiancati da dirigenti medici e rappresentanti del Consiglio regionale.
L’arrivo del secondo macchinario si innesta sul successo del primo robot, entrato in funzione a dicembre 2023. I dati confermano l’efficacia del modello: tra il 2024 e il 2025 sono stati eseguiti ben 726 interventi complessi, impiegando la piattaforma in quattro unità operative: Urologia, Ginecologia, Chirurgia Toracica e Chirurgia Generale. I due sistemi saranno ora collocati in sale operatorie contigue per ottimizzare l’impiego del personale e garantire la continuità chirurgica.
“Investire in tecnologie avanzate significa rafforzare il nostro sistema sanitario pubblico e offrire ai cittadini prestazioni sempre più qualificate”, ha dichiarato il presidente Marco Marsilio. “Permettiamo ai pazienti di trovare cure specialistiche sul territorio, riducendo la necessità di spostarsi fuori regione e contrastando la mobilità passiva. La Asl di Teramo ha saputo avviare un percorso di crescita, portando l’azienda quasi ad azzerare il deficit”.
A fargli eco l’assessore Nicoletta Verì, che ha inquadrato l’iniziativa nella più ampia strategia regionale: “Oggi in Abruzzo sono attivi sei robot chirurgici. Abbiamo investito oltre 32 milioni di euro in grandi apparecchiature, basandoci su analisi dei volumi e criteri di appropriatezza, per rendere i nostri ospedali sempre più attrattivi”. Il sistema “da Vinci Xi” permette al chirurgo di operare da una consolle con visione 3D ad alta definizione e strumenti che replicano con estrema precisione i movimenti della mano umana. I vantaggi diretti per i pazienti si traducono in accessi chirurgici più piccoli e minore invasività, una drastica riduzione del dolore post-operatorio, minore necessità di trasfusioni sanguigne e infine tempi di degenza più brevi e recupero accelerato.
Per il direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia, il valore aggiunto è anche gestionale. “La presenza di due macchine migliorerà la programmazione, riducendo le liste d’attesa. Questa alta tecnologia è patrimonio dell’intera Azienda e sarà utilizzata anche dalle équipe degli ospedali spoke, parte fondamentale della nostra rete assistenziale. Oggi inauguriamo una nuova fase di crescita”.
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