Conclusa la ricognizione dopo la violenta ondata del 21 luglio. I dati sono stati trasmessi alla Protezione civile per l’attivazione della calamità naturale. Sindaco e assessora: “Regione e Stato diano risposte immediate”
TERAMO – Il conto presentato dalla violenta grandinata dello scorso 21 luglio supera i 10 milioni di euro solo nel territorio comunale di Teramo. È quanto emerge dalla ricognizione ufficiale effettuata dal Comune, che ha raccolto 357 segnalazioni, di cui 312 relative al proprio territorio, con criticità concentrate in particolare nelle frazioni di Sant’Atto e San Nicolò a Tordino. Nello specifico, i danni accertati ammontano a 10,4 milioni di euro, pesantemente ripartiti tra strutture pubbliche (100.000 euro per il tetto della scuola di Sant’Atto), beni e infrastrutture private (quasi 3,7 milioni, veicoli compresi) e, soprattutto, attività economiche e produttive, colpite per oltre 6,6 milioni di euro tra danni strutturali e perdite di scorte.
L’intera documentazione è stata già trasmessa all’Agenzia regionale di Protezione civile tramite la piattaforma informatica Smea, passaggio fondamentale per richiedere l’attivazione dello stato di calamità naturale. Di fronte a questa emergenza, la presa di posizione dei vertici cittadini è ferma. “Si tratta di danni particolarmente ingenti, che hanno creato e stanno creando criticità importanti per le attività produttive e i privati – dichiarano il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessora Anastasia Liouras, assicurando di aver avviato fin da subito le interlocuzioni con la Protezione civile. “Sosterremo con forza la richiesta dello stato di calamità naturale, per la quale dovrà adesso attivarsi la Regione – proseguono gli amministratori, lanciando un chiaro appello istituzionale -. Si tratta di una situazione molto pesante e delicata che va affrontata in maniera congiunta tra Regione e Stato, che non possono esimersi dal dare risposte concrete e immediate a territori che in questi anni hanno affrontato numerose difficoltà e che meritano rispetto e sostegno“.
