Halloween, da New York a Teramo

TERAMO E' sempre più diffusa la convinzione che abbiano vinto loro, le streghe di Halloween, che hanno spazzato via con le loro scope le nostre tradizioni, i nostri costumi e ci hanno lasciato, invece, le zucche illuminate, le decalcomanie sulle porte di casa e le feste pagane delle discoteche nella notte di fine ottobre. Quello che accade anche dalle nostre parti in questi giorni, in fondo, è fenomeno sempre più diffuso in un'Europa che sembra attingere a piene mani dalla fonte americana, omologandosi a tradizioni che ci appaiono tanto lontane geograficamente e culturalmente e che forse non ci appartengono. Già, cos_ appare, ma…Forti di questa convinzione, avevamo pensato di scrivere sulla mutazione dei nostri costumi in favore di altri, volevamo dire della globalizzazione o del multiculturalismo che ormai allineano Arles, Teramo e New York praticamente sulla stessa latitudine; volevamo soffermarci sull'eclisse delle nostre ritualità, quella della festa di Ognissanti e delle visite ai cimiteri, con i bambini mandati a dormire presto, in quella notte, per non turbare le anime dei morti in visita alla casa, con i lumini che brillavano fiochi ad ogni finestra, con i crisantemi che appunto in questa stagione erano in piena fioritura, e tutto faceva parte del paesaggio…  Ma, senza pedanteria, abbiamo riletto un po' di storia delle Religioni e, dobbiamo ricrederci. La festa che oggi appare pagana e, nella sua generica apparenza, chiassosa e differente dalle sue origini, in realtà non è un tradimento della cultura e della tradizione di casa nostra ma è, seppure nelle forme mediate dal tempo, un suo recupero. Cerchiamo di chiarire ciò di cui si parla, facendo un rapido excursus a mo' di flash che ha inizio con la conquista della Gallia da parte dei romani e la fusione delle consuetudini della festa di Pomona (fine della stagione agricola) e di quella di Sanhain (festa celtica del mondo dei morti) quando venne individuata una data comune nella notte di transizione tra ottobre e novembre. Un salto e scopriamo che zucche, questua, dolci e regali non sono una recente importazione d'oltreoceano ma caratteristiche tradizionali del passato popolare; oseremmo dire del paganesimo; i bambini mascherati che bussano alle porte recitando la frase “Dolcetto o scherzetto” non sanno di ripetere una ritualità antichissima, quella dei primi cristiani che bussavano alle case e ricevevano il “pane d'anima”, dolce fatto con l'uva passa: più dolci ricevevano, più preghiere promettevano per i parenti defunti della casa stessa. Ancora: Papa Bonifacio IV nel ricondurre ad un significato mistico cristiano tutti i residui di paganesimo, non bandisce le manifestazioni rituali pagane, Sanhain in particolare, ma infonde loro la liturgia cristiana e le istituzionalizza nel giorno di Ognissanti. E per finire, c'è la vicenda degli emigranti irlandesi e scozzesi, che fuggendo dal loro Paese per la carestia, introdussero nel 1840, quella festa negli Stati Uniti. Ecco allora la sorpresa: l'americana Halloween è la quintessenza dell'europea Ognissanti cos_ come la zucca con occhi e bocca è la trasposizione dei lumini accesi per illuminare la processione dei defunti. Semmai ci sarebbe da dire del corto circuito che si è creato tra Europa del Nord (protestante) e quella del sud (cattolica). Ma ciò che preme sottolineare qui, è il ritorno alle origini di una tradizione che, nata tra i popoli d'Europa, se ne è allontanata divenendo patrimonio folclorico dell'America ed ora ritorna a casa, seppure con un abito diverso: non più con quello talare (sacrale e simbolico) ma con quello delle streghe (chiassoso e mondano). Non c'è bisogno di schermirci, allora, se un ragazzino bussa alla nostra porta e chiede il dolcetto; forse era già successo in questa città e se n'era persa la memoria…

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