Manifattura negativa in Abruzzo, ma l'export cresce

TERAMO – Scendono i livelli di produzione e di fatturato, il portafoglio ordini e l’occupazione nelle imprese abruzzesi, mentre sono positivi i risultati sui mercati internazionali. E’ quanto emerge dall’indagine Congiuntura Economica Abruzzese del Cresa, relativa al terzo trimestre 2011 e condotta su 425 imprese manifatturiere con almeno dieci addetti operanti nella regione. Nel complesso i risultati evidenziano un rallentamento della crescita su base annua e una flessione su base trimestrale. In particolare, rispetto al terzo trimestre del 2010, decelera l’incremento dei livelli di produzione (+2,5%) e fatturato (+6,2%). Scendono inoltre il portafoglio ordini interni (-0,7%) e l’occupazione (-0,8%). Positivi i dati relativi all’estero: l’export cresce dell’11,6% e gli ordini del 9%. Dal punto di vista dei settori di produzione, fanno registrare decrementi diffusi quello del legno e mobili, quello metalmeccanico, quello per le lavorazioni di minerali non metalliferi e quello chimico-farmaceutico. L’elettromeccanico e i mezzi di trasporto segnano variazioni congiunturali negative e tendenziali positive, l’alimentare e il tessile mostrano una discreta capacità di tenuta.

Sono le grandi imprese, ovvero quelle con oltre 250 addetti a mostrare, soprattutto nei rapporti con l’estero, la maggiore

capacità di crescita, mentre le piccole imprese (10-49 addetti) mostrano un andamento complessivamente decrescente, così come

le medie imprese (50-249 addetti). A livello territoriale, Chieti fa registrare elevati incrementi su base annua e diffuse contrazioni su base trimestrale, mentre L’Aquila e Pescara mostrano andamenti negativi su ambedue gli orizzonti temporali. Le aziende teramane fanno registrare aumenti tendenziali e congiunturali complessivamente migliori della media abruzzese.

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