I fedeli teramani in festa per l'arrivo del cardinale Angelo Scola

TERAMO – Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita di padre Abele Conigli, vescovo di Teramo e Atri dal 1967 al 1988, la città ha accolto ieri la visita del Cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, su invito del vescovo di Teramo, Michele Seccia. La presenza di Scola non è stata casuale visto che fu proprio Conigli, il 18 luglio 1970, a ordinare sacerdote Angelo Scola, che sarebbe poi diventato prima arcivescovo di Venezia e poi di Milano. Due sono stati i momenti principali della visita del cardinale: il primo ieri sera in Cattedrale, dove è stata celebrata la solenne messa in ricordo di Conigli, la cui traccia nei cuori delle famiglie teramane e nella storia della provincia è ancora molto profonda, il secondo oggi al Parco della Scienza dove il cardinale Scola ha tenuto una Lectio magistralis sul tema "Natura e scopi della libertà religiosa nel mondo contemporaneo”. Per l’occasione tutte le parrocchie  hanno partecipato assieme alle rispettive comunità per allestire un evento che ha avuto grande solennità, al punto da far rinviare tutti gli appuntamenti religiosi e le iniziative in coincidenza con la presenza dell’arcivescovo di Milano. Ad accogliere il cardinale al Parco della Scienza questa mattina è stato il sindaco Maurizio Brucchi che lo ha ringraziato per la benevolenza con cui l’arcivescovo ha reso omaggio alla comunità teramana segnata da sacrifici, difficoltà, ma tuttavia vitale nella spiritualità. Questo il saluto integrale del sindaco:

“La città di Teramo è lieta di ospitare una delle principali figure della Chiesa, e vanta con giustificato orgoglio, l’esser stato il luogo dal quale il mirabile magistero pastorale, culturale, ecclesiale del Card. Scola, ha preso avvio.

Mi piace interpretare il sentimento dei miei concittadini e pertanto leggere la Sua presenza tra noi, come un esplicito segnale di riconoscenza anche verso la nostra terra, che per la felicissima intuizione del Vescovo Abele Conigli, divenne un luogo che ora immaginiamo a lei particolarmente caro.

Proprio per questo, Eminenza, la invito a voler continuare a guardare con affetto e paterna benevolenza alla nostra città e alla nostra gente; in un periodo come questo, tra l’altro, nel quale la testimonianza e la vicinanza di uomini dalla grande autorevolezza e dalla profonda dignità umana e sociale, possono sostenere le fatiche, i sacrifici, le difficoltà.

La nostra comunità ecclesiale, nonostante le difficoltà dell’epoca che viviamo, si distingue per la presenza vigile e attenta nella società, per la vitalità dei movimenti religiosi che coinvolgono sempre più giovani, per la ricchezza delle iniziative e delle attività delle parrocchie e delle comunità monastiche, per la radicata e forte testimonianza culturale che si esprime non solo con una elite di spessore ma anche con strumenti quali la libreria cattolica, il settimanale diocesano l’araldo abruzzese, che ha più di cento anni di pubblicazioni … Insomma, quello cattolico e’ un tessuto che si incarna nella realtà teramana, informandola della propria consistenza e testimoniando, innanzitutto con le opere, una fede diffusa e profonda. In questo senso, e’ mirabile l’attività della Caritas diocesana, attentissima alle esigenze crescenti delle persone più bisognose, così come quella delle non poche associazioni di volontariato che alla esperienza cristiana fanno riferimento e dalla quale traggono le motivazioni.

Eminenza, Lei oggi è tra noi perché stiamo ricordando e celebrando Mons, Abele Conigli. E’ occasione per me eccezionale, quella di poter ricordare questa bellissima figura di Vescovo e sacerdote, del quale è rimasta indelebile l’impronta di una azione pastorale innovativa, i cui segni sono ancora evidenti e che, come verrà fuori proprio dalle commemorazioni, non fu certo facile né per certi versi indolore.

Abele Conigli arrivò nella nostra città nel febbraio del 1967 e prese possesso della diocesi nell’aprile 1968. Decisamente, a vederla oggi, un’altra epoca. Ma fu proprio lui, a porre le basi anche nel nostro territorio, per quel processo di cambiamento del quale la Chiesa Cattolica si stava facendo interprete e protagonista al suo stesso interno.

Di Monsignor Conigli,in questa occasione, verrà ricordata l’opera pastorale, verranno rievocate le scelte e sarà riecheggiata la figura. L’autorevolezza dei contributi e l’interesse degli argomenti che saranno messi in campo, offriranno il quadro per disegnare il profilo del Pastore.

Io personalmente ho il ricordo di questo vescovo che si faceva chiamare “padre”, un modo insolito e per noi allora giovani, anche dirompente. Erano gli anni della contestazione giovanile, era un periodo di grandi mutamenti e a me arrivava l’eco di tutto questo; percepivo, pur nella mia giovanissima età, che qualcosa stava cambiando, e quel Vescovo di cui tanto si parlava anche nelle case, sembrava l’immagine reale di questo cambiamento.

Padre Abele, il Vescovo che veniva dall’Emilia, introdusse un sistema di innovazioni interne alla struttura della Chiesa locale ma ebbe anche il coraggio di promuovere cambiamenti alle abitudini e alla prassi dei riti e delle tradizioni. Scelte difficili e coraggiose, che forse solo un Vescovo venuto da lontano, poteva aver l’ardire di affrontare.

Ma sta proprio in quel farsi chiamare “Padre”, e cioè nella proposizione di una nuova e più intima figura della gerarchia, nella manifestazione più immediata e popolare di un ruolo che fino a quegli anni era troppo autorevole e lontano, può essere espresso e sintetizzato, il suo impegno.

Eminenza, Le porgo in conclusione, il mio personale ringraziamento e quello della città di Teramo, di cui Ella è, se me lo consente, un figlio spirituale, certo che il Suo Magistero e la Sua opera continueranno ad informare e formare la Chiesa e, di conseguenza, anche la nostra comunità locale”.

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