Punto nascita di Atri a rischio, Monticelli chiede un passo indietro a D'Alfonso e Paolucci

ATRI – Si allarga il fronte politico a difesa del punto nascita del San Liberatore a rischio chiusura, insieme a quelli di Sulmona, Penne e Ortona, per consentire l’uscita dal commissariamento della sanità abruzzese. Questa mattina la presa di posizione del circolo cittadino del Pd per contestare le scelte dell’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci rese pubbliche alcuni giorni fa. Nel pomeriggio l’intervento del consigliere regionale, sempre in quota Pd, Luciano Monticelli che annuncia la convocazione di un’assemblea pubblica alla quale invita a partecipare il governatore Luciano D’Alfonso e lo stesso Paolucci. “E’ necessario un confronto con territorio e cittadini – spiega Monticelli – perché si portino al tavolo le motivazioni che sono dietro alle decisioni relative al piano di rientro della sanità abruzzese. Atri ha pagato un prezzo davvero alto finora e il suo ospedale è stato letteralmente smembrato. Invito pertanto D’Alfonso a raggiungerci e a darci spiegazioni, perché non si tratta di mere scelte tecniche. Siamo politici e, come tali, possiamo trovare altre forme, altre soluzioni. Qualche battaglia va pur fatta”. L’assemblea, nelle intenzioni del consigliere, dovrebbe essere fissata il 13 settembre nella città ducale. A segnare le sorti del punto nascita atriano, il mancato raggiungimento delle 500 nascite annuali (nella città ducale ne nascerebbero circa 10 in meno) che, di fatto, determina lo stop del servizio in base alle linee guida del piano Fazio recepito dal Centro Percorso Nascita Regionale. “Non ritengo giusta quest’ennesima penalizzazione – continua il consigliere regionale Pd – per pochissime nascite. Una situazione peraltro determinata dalle responsabilità di chi ci ha preceduto che, a differenza di quanto fatto per presidi come Sant’Omero, sebbene abbia investito in tecniche come il ‘parto indolore’ non si è mai adoperato perché si attivasse realmente e ha abbandonato a se stesso un reparto con l’obiettivo di contribuire alla chiusura dell’ospedale”. “Inviterò D’Alfonso e Paolucci a partecipare all’assemblea – chiude Monticelli – e a condividere idee e spiegazioni ai cittadini, perché ci mettano al corrente non solo su ciò che pensano di fare per il punto nascita, ma più in generale su quale sarà il destino della sanità abruzzese. È un percorso lungo, ma noi amministratori abbiamo il dovere di risolvere questo problema perché questo è il ruolo politico e non possiamo solo attenerci al commissariamento. Sarebbe troppo facile. Io continuerò la mia battaglia: saremo fermi e puntuali e chiediamo perciò al presidente D’Alfonso di ridare impulso alla città di Atri”.

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