Acqua, i sindaci si attrezzano per analisi in laboratori esterni. Da Notaresco i primi risultati: è potabile

TERAMO – Spopola il fai-da-te tra i sindaci per quel che riguarda le analisi sulle acque. All’oscuro di cosa ci fosse nei campioni di acqua, molti primi cittadini hanno dichiarato guerra al sistema e hanno deciso di affidare a laboratori esterni i test chimico-fisici sull’acqua pubblica.
L’iniziativa è partita dal sindaco di Notaresco, Diego Di Bonaventura, che già 48 ore fa si è organizzato e ha dato il via ad un modus operandi che poi strada facendo ha trovato molti proseliti tra i suoi colleghi. E’ successo soprattutto in Val Vibrata, dove l’Unione dei Comuni ha deciso di affidarsi a un Ente terzo per l’esecuzione delle analisi e ieri a Campli, dove il sindaco Pietro Quaresimale ha fatto altrettanto. Oggi in serata Di Bonaventura ha pubblicato sul suo profilo Facebook i risultati delle analisi sui campioni prelevati dai fontanini di Notaresco il 10 maggio, ieri: l’acqua è potabile con i valori dei componenti ‘sospetti’ ampiamente nella norma.
Insomma, se non lo dicono l’Arta e il Sian, ci pensano i sindaci a diramare notizia tranquillizzanti per la popolazione. Altri sindaci come quello di Pineto, Robert Verrocchio, e quello di Teramo, Brucchi, sottolineano come ci sia necessità di chiarezza e di una decisa virata sul piano della comunicazione d’emergenza in tali situazioni. Intanto l’aggiornamento sulle analisi dell’8 maggio di cui non si trova traccia: sono ancora a Padova per le controanalisi e ufficiosamente quattro parametri su sette sono al momento negativi, ovvero non presentano picchi che facciano ipotizzare un inquinamento da sostanze tossiche. Con il passare delle ore si profila sempre più l’ipotesi che lunedì si sia trattato di un allarme inutile, una fuga in avanti che ha diffuso soltanto panico ingiustificato.

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