VIDEO/ Fondazione Etica ‘boccia’ la giunta D’Alberto: bassa capacità di amministrare

Comune tra i peggiori in Italia. E l’opposizione affonda: “Pef stadio e ricostruzione, due fallimenti”

TERAMO – La giunta comunale di Teramo, in sella da ormai 40 mesi, bocciata rispetto alla capacità di amministrare, sulla base di sei parametri presi in considerazione: bilancio, personale, servizi e appalti, ambiente e governance.
E stavolta a dirlo è Fondazione Etica, nello studio più recente pubblicato dal Corriere della Sera.

Nell’analisi dei dati che le amministrazioni sono tenute a pubblicare dal decreto del 2013, Teramo e l’amministrazione D’Alberto raccolgono un misero punteggio di 39 su 100, senza raggiungere cioè quella soglia minima di 50 prevista per accedere a quelle più virtuose.

Anzi, questo 39 in pagella ne fa uno dei Comuni peggiori. Non viene sfruttata nemmeno l’occasione per brillare in uno dei pochi casi in cui il gap tra nord e sud è risicato, anzi. Teramo viene inserito tra le posizioni migliori soltanto per aver istituito un ufficio per la transizione al digitale senza però averne nominato un responsabile. La digitalizzazione è un altro dei nervi scoperti di questa governance cittadina e parametro tenuto in considerazione dallo studio.

Venti mesi che ‘tradiscono’ una scarsa efficienza amministrativa che ha pessime ricadute, secondo Fondazione Etica, sullo sviluppo economico e sociale di un capoluogo di provincia.

E’ l’ennesima sveglia inascoltata nei confronti della gestione della cosa pubblica che in oltre tre anni ha visto poco e niente sul piano della concretizzazione di progetti di sviluppo e investimenti, dove l’unico passo concreto è stato quello di trasformare la società dell’igiene pubblica in una municipalizzata a tutti gli effetti e dove oltre agli asfalti, qualche rotonda, vetrine musicali e festaiole e tante conferenze stampa di annunci, poco di concreto ha portato in dote.

Un aspetto questo rincarato dalle dichiarazioni del consigliere di opposizione Mario Cozzi (Forza Italia) che chiede al primo cittadino di smettere gli annunci e le passerelle e di fare qualcosa di concreto, come ad esempio un piano industriale della Teramo Ambiente che tra. l’altro ancora non invia ancora le nuove bollette della Tari. Altrimenti si finisce con il rimediare brutte figure, se non veri e propri fallimenti, come con la ricostruzione e il Pef dello stadio Bonolis che ancora non torna in consiglio dopo il precedente ‘passo falso’.

Ascolta l’intervista al consigliere Mario Cozzi andata n onda al Tg di R115

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