Con le parole di Dante, la sfida di Agave per superare le barriere della disabilità

Tre spettacoli itineranti, il primo domani ad Ancarano, per affrontare il tema dell’inserimento dei diversamente abili. Concerto e mostra l’11 a Sant’Omero, cena con chef stellato e musica per violoncello il 18 a Civitella da Zunica

TERAMO – “A riveder le stelle” è lo spettacolo con cui ‘Agave per un futuro diverso onlus’, associazione costituita da un trentina di famiglie di ragazzi disabili fisici e mentali, inaugura domani ad Ancarano le iniziative legate alla celebrazione il 700° anniversario della morte di Dante. L’appuntamento è per domani alle 17 nella sala Auditorium (ingresso gratuito, la raccolta fondi sarà devoluta all’associazione). Musiche e coreografie per raccontare, verso dopo verso, passo dopo passo, il viaggio nell’inferno, in un percorso di consapevolezza e redenzione, delle persone normodotate e di quelle diversamente abili.

Agave, realtà che opera dal 2007, fondata dall’imprenditore Gino Natoni e di cui è presidente Loredana Fanini, da quasi tre lustri è impegnata sul fronte dell’inserimento lavorativo e sociale, la formazione, la socializzazione, l’autonomia, con particolare attenzione alla terapeutica artistica. L’iniziativa prevede altri due eventi culturali tesi alla sensibilizzazione su tematiche legate alla disabilità: il prossimo 11 dicembre con ‘L’arte della vita senza barriere’ a Sant’Omero, con l’inaugurazione della mostra della grande pittrice naif Annunziata Scipione e il concerto di Massimo di Matteo, il 12 dicembre a Civitella del Tronto ‘Autonomia e lavoro’, con cena a cura del ristorante Zunica 1880 e con testimonial lo chef stellato Davide di Fabio, con il concerto della violoncellista non vedente Gemma Pedrini.

Lo spettacolo ‘A rivedere le stelle’ di domani ad Ancarano nasce da una idea di Gianni Gebbia, dell’associazione Movimento adulti scout cattolici italiani (Masci) Teramo 2, attiva nel campo del volontariato da oltre 20 anni, e partner di Abruzzo senza Barriere. I movimenti scenici saranno a cura di Luisa Zansavio, e gli adattamenti musicali del maestro Paolo Speca. Ad essere protagonisti nella parte conclusiva dello spettacolo, anche i ragazzi diversamente abili di Agave.

Spiega Gino Natoni: “Lo spettacolo è una sfida al superamento delle barriere di ogni tipo, non solo quelle fisiche e architettoniche, che spesso impediscono ai più fragili di partecipare alla vita sociale, ed un augurio per affrontare il difficile momento che stiamo vivendo. Come del resto questa è la filosofia sottesa all’intero progetto: far emergere le problematiche, e individuare le soluzioni, nel segno dell’espressione artistica in tutte le sue forme, come potente mezzo di inclusione sociale”.

Poco prima dell’emergenza coronavirus – spiega ancora Natoni -, avevamo avviato un percorso di inclusione lavorativa con sette ragazzi per introdurli progressivamente, seguiti da un tutor, nel mondo della ristorazione e dell’accoglienza. Poi però ci siamo dovuti fermare. Importanti sono anche le attività di socializzazione che svolgiamo, come corsi di cucina, di teatro, di pittura, di danza e di ballo. Per favorire l’autonomia delle persone diversamente abili abbiamo preso in affitto un appartamento, dove i ragazzi trascorrono weekend senza i familiari,  dove possono organizzarsi, fare la spesa, cucinare, autodeterminarsi“.

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