Compleanno e pensione in un sol colpo: buona vita al commissario Di Stefano

Chiude la carriera alla Polstrada con il ruolo di dirigente della sezione, ma continua nel terzo settore come presidente regionale dell’Anpas Abruzzo

TERAMO – E’ in pensione da oggi, nel giorno del suo compleanno, il Commissario Stefano Di Stefano attuale dirigente della Polizia stradale di Teramo. Si gode il meritato riposo (anche se continuerà il suo impegno attivo nel volontariato come presidente regionale dell’Anpas Abruzzo, dopo 42 anni di servizio. Onorato, come si dice in questi casi e mai fu così vero.

Perchè Di Stefano ha raggiunto nel 2019 la nomina di funzionario vice dirigente e nell’ultimo mese dirigente dopo il pensionamento della vice questore Nadia Carletti, dopo aver svolto una carriera sempre in prima linea e non soltanto come comandante della Polizia giudiziaria della sezione teramana. Arruolatosi nel 1981, dopo un breve passaggio per il Reparto Mobile di Bari, il Battaglione Motociclisti di Roma e la Sottosezione Polizia Stradale di Pescara, approdò a Teramo, prima al Distaccamento di Giulianova e poi in Sezione ove diventò subito responsabile della sezione giudiziaria.

Una sezione che ha diretto per 30 anni con professionalità, mettendo a segno numerosi colpi contro il crimine e la dilagante illegalità, conducendo importanti indagini su furti e riciclaggio di veicoli, truffe alle assicurazioni, frodi nella commercializzazione di veicoli, falsità di ogni genere e, non ultimo, il contrasto al fenomeno cosiddetto delle ‘patenti e revisioni facili’. Tutte attività con cui ha meritato numerosi riconoscimenti dal Capo della Polizia.

L’esperienza maturata anche al di fuori della Polizia stradale, in particolare nelle associazioni di volontariato sanitario come la Croce Bianca, nel 2013 i giudici del Tar Abruzzo lo nominarono Commissario ad Acta presso l’Ospedale di Tagliacozzo, con lo specifico compito di gestire la struttura e riaprire il Pronto Soccorso secondo le linee impartite dai Giudici del Tribunale Amministrativo. 

Insomma, una carriera alla luce del sole che ha contribuito e non poco alla sicurezza del territorio e alla positiva visibilità della Polizia di Stato. Un abbraccio e un ‘ad majora’, con il ringraziamento per quanto fatto per la comunità.

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