VIDEO E FOTO / Baino vince e dà lustro all’edizione 2022 del Premio Teramo

Il ritorno della rassegna dopo la pandemia celebra lo scrittore napoletano. Sezione ‘De Benedetti’ a Giovanni Stanzione, il ‘Pomilio’ allo scrittore giovane abruzzese è per Davide Ruffini di Giulianova. La premiazione all’Ipogeo con la regia di Araclio

TERAMO – Rievocare i fasti di un tempo, legare con il territorio attraverso la toponomastica e iniziative che ‘reggano’ un anno intero tra una edizione e l’altra, coltivare una rinnovata appetibilità che questo nuovo Premio Teramo, con la sua 46esima edizione, ha dimostrato di avere, con i 269 racconti pervenuti.

E’ stato permeato di tanti buoni auspici il ritorno in pubblico dell’antico concorso letterario cittadino legato a un racconto inedito. Celebrando i 10 anni dal nuovo regolamento, le 46 edizioni e il ritorno alla regia della serata di premiazione di Silvio Araclio (con la lettura degli incipit dei racconti vincitori di Mauro Di Girolamo di Spazio Tre, gli intermezzi musicali di GianMarco Alcini e la conduzione del giornalista Rai, Antimo Amore), ha registrato la presenza di un folto pubblico.

Toni morbidi, ventaglio di colori, intense interpretazioni di quello che è sgorgato dalla penna dei tre scrittori vincitori, il ‘Teramo’ espone la sua giuria (presieduta da Simone Gambacorta, con il segretario Paolo Ruggieri, i componenti Cristiana Lardo – vincitrice della passata edizione -, Roberta Scorranese, Fabio Bacà e Giovanni Di lacovo) e fa scorrere in passerella Mariano Baino, napoletano che vive a Roma, nome importante della narrativa italiana, già promotore e animatore del Gruppo 93 che si costituì a Milano  sul finire del 1989,. Il suo ‘Chess boxing’ ha stupito e ammaliato i giurati, che ne hanno decretato il successo dell’edizione 2022 del Premio Teramo.

Il Premio Teramo ‘Giacomo Debenedetti’ riservato a uno scrittore giovane è andato a Giovanna Stanzione con il racconto ll peso. La Stanzione, salernitana, vive a Torino da sei anni. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca all’Università di Roma Tor Vergata, si è diplomata alla Scuola Holden in Storytelling and performing arts. Ha pubblicato racconti e monologhi teatrali in riviste letterarie cartacee e online. Tiene la rubrica domenicale Ritratto di scrittore su l’inserto culturale “Mimi” del Quotidiano del sud. Nel 2020 ha pubblicato per Mondadori il lib i conversazioni con Raffaele La Capria La vita salvata. Premio Teramo “Mario Pomilio” riservato a ur J scrittore abruzzese Davide Ruffini con il racconto Scene dalla vita ci, un malato di mal di Montano.

Il Premio Teramo ‘Mario Pomilio’ dedicato ad uno scrittore giovane abruzzese è stato assegnato a Davide Ruffini, classe 1986, che è nato e vive a Giulianova. Poco prima dei trent’anni, dopo qualche lavoro sconclusionato, ha iniziato a insegnare materie umanistiche in alcune scuole pubbliche e private. Nel 2019 due suoi racconti sono stati pubblicati sulla rivista ‘Nuova Tèchne’ e su “Almanacco 2019. Legami. Intimità, relazioni e nuovi mondi” (Quodlibet), a cura di Ermanno Cavazzoni. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo, Tutti assenti (Mesogea), finalista al premio Fondazione Megamark.

La serata, all’Ipogeo, ha visto la partecipazione del sindaco, Gianguido D’Alberto e dell’assessore alla Cultura, Andrea Core.

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