Tiberii parla da candidato sindaco e attacca: “Operazione elettorale o bocciatura dell’assessore Verna”

Il capogruppo di Fratelli d’Italia (il più gettonato in alternativa a Gatti), bolla l’operazione Ciapanna decisa dal sindaco D’Alberto come “certificazione del vuoto amministrativo di questi 4 anni e mezzo”

TERAMO – Non c’è soltanto la critica al ‘maquillage elettorale’ per i ritocchi alla giunta operati dal sindaco Gianguido D’Alberto nella presa di posizione del capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Pasquale Tiberii, l’unico che dal fronte dell’opposizione comunale riesce a battere un colpo, dimostrando di esserci.

Nella sua nota sembra infatti di leggere anche una certa frustrazione di quel centrodestra ‘appeso’ alla decisione di candidarsi a sindaco di Paolo Gatti, che non arriva. Nel definire l’ingresso in giunta di Graziano Ciapanna, del gruppo che fa riferimento a Mauro Di Dalmazio, al posto di Maurizio Verna, Tiberii parla di “pura operazione di calcolo elettorale a meno che non si tratti di una bocciatura senza se e senza ma dell’operato dell’assessore Verna cui vanno comunque i miei saluti per il lavoro svolto”. Ma il rappresentante della prima forza politica alla guida della Nazione, ricorda l’impegno a livello amministrativo “nella formazione di una squadra non solo vincente ma competente, confidando che, unitamente alle altre forze della coalizione di centro destra, si porti a compimento un programma di rilancio della città con l’individuazione a breve di un candidato sindaco condiviso, in modo da riportare il centro destra alla guida di Teramo“.

Una condivisione che potrebbe convergere anche sul suo nome, qualora Gatti ‘liberasse’ il centrodestra con una decisione ufficiale, per i più molto probabilmente negativa verso la candidatura. Il nome di Tiberii infatti circola da tempo come candidato alternativo, figura moderata e collante importante di una coalizione in cerca di riferimento.

Sotto questo profilo non sfugge il riferimento, che può essere interpretato come uno strizzar l’occhio, alla candidata in pectore del Terzo Polo, Maria Cristina Marroni. La cita nel fare le pulci alla mossa con cui D’Alberto ha invece blindato la sua di coalizione, tenendo ‘dentro’ i due candidati che nel 2018 lo sfidarono, vale a dire i candidati sindaco Giovanni Cavallari e Mauro Di Dalmazio e i rispettivi elettorati: “Quella che si presentava ai cittadini come l’amministrazione del cambiamento – scrive Tiberii – verrà ricordata come in effetti quella del cambiamento degli assessori; dopo aver dichiarato quando era in opposizione che una giunta per Teramo poteva essere composta benissimo da 6-7 assessori procedeva a formare la tanto criticata giunta a 9  per poi aprire le porte a due ex candidati Sindaci allontanando il suo vice sindaco con la quale aveva vinto le elezioni modificandone la composizione”.

E aggiunge: “Ora arriva a riconoscere alla componente centrista facente capo a Mauro Di Dalmazio quel posto in giunta prima negato o non voluto o semplicemente congelato per poter blindare la propria ricandidatura e consentire a sei mesi dalle elezioni l’ingresso in consiglio di un nuovo consigliere che nuovo non è .. Quella che il Sindaco D’Alberto definisce un’operazione di ponte verso il futuro, verso la Teramo che verrà altro non è che la certificazione del vuoto amministrativo di questi 4 anni e mezzo che ha visto ferme al palo tutte le iniziative e le opere necessarie per Teramo in primis la ricostruzione pubblica”.

E sul piano politico Tiberi sa, in cuor suo, che l’operazione Ciapanna può soltanto allargare il divario rispetto alle indecisioni del centrodestra.



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