L’animatore del progetto solidale Dapadu è tornato in Africa per proseguire nel segno di don Enzo Chiarini. La commozione per il ricordo di Pierangeli
TERAMO – Passa attraverso sensazioni dirette, personali, che diventano di tutti coloro che leggono e si fanno trasportare con le immagini, il ‘diario di bordo’ del ritorno a Bujumbura, in Burundi, di Filippo Lucci, amministratore unico del Cope ma animatore fondamentale del progetto Dapadu Abruzzo. Ci piace ospitare le sue impressioni dal vivo, per provare a rendere quanto l’azione solidale e l’impegno disinteressato di chi ha sposato una ‘mission’ sulla scia dell’insegnamento di don Enzo Chiarini, possa regalare sorrisi a chi vive nell’estrema semplicità quotidiana in un angolo d’Africa. Quest’anno più che mai, perchè Filippo Lucci è accompagnato non solo dall’anima altruista di don Enzo, ma anche da quella dell’eterno grande amico Manuele Pierangeli, mancato lo scorso settembre, che è stato ricordato da tutta la comunità locale per il suo grande contributo ai progetti sociali e solidali.
“È incredibile ma sono tornato ancora una volta in Burundi. Quasi 20 anni dopo il primo viaggio nel cuore dell’Africa. Dodicesima Missione questa per me. La prima senza Manuele, senza la mia Mamma a raccomandarmi di stare attento. La seconda senza Don Enzo. Molto è cambiato anche qui dove all’apparenza tutto è fermo ai primi del 1900. Anche se per pochi giorni è sempre bellissimo rincontrare gente così distante che ti guarda con gli occhi dell’amicizia.
Tiziano La Rovere si conferma uomo unico e straordinario. Pragmatico, operativo e dolce. Dolce quasi come lo yogurt con il miele delle suore di Mutoy. Compagni di viaggio Angelo (terza volta insieme) e Davide (prima volta per lui), in Burundi ci aspettava Gigi (l’alpino di Bergamo ormai burundese di adozione) ci ha accolto con la pasta fatta a mano. In gruppo l’esperienza diventa sempre più bella e coinvolgente.
#Ammodernare, riparare e realizzare nuovi acquedotti. Creare le basi per far partire il grande progetto Uova per l’autosufficienza alimentare. Supportare il centro sanitario gestito dalle suore a Ryarusera. Motivare il gruppo di lavoro di Dapadu. Rafforzare le relazioni con il territorio per capire bisogni, dialogare e trovare soluzioni possibili insieme. Questo il lavoro che abbiamo cercato di fare. Dormendo poco, camminando tanto e soprattutto abbracciando tanta gente. Credetemi incrociare così tanti occhi, respirare quell’atmosfera, giocare con i bambini, è per me rigenerante. Sono la cura speciale alle ferite del cuore, ai finti sorrisi e alle fiction dei peggiori social.
Un momento speciale l’abbiamo vissuto dedicando l’ingresso della Missione di Kyenzi a 2200 metri di altitudine, nel villaggio, a Manuele. Amico, volontario, animatore. Ha lasciato il segno anche in questa terra lontana. Nessuno lo ha dimenticato, nessuno lo dimenticherà mai.
Tanti mi scrivono di voler venire. Sarebbe bello e accadrà per molti. Fare esperienze di volontariato vicino casa o dall’altra parte del mondo è sempre importante. Ci aiuta ad allenare il cuore a sentimenti belli. Il sogno di Don Enzo continua. Grazie a tutti quelli che credono che i sogni possono diventare realtà e che fare felici gli altri rende davvero felici!





