In Aula Magna un evento diplomatico. Il Rettore: “Per la prima volta dopo cinque anni siamo la crescita più alta tra tutti gli atenei pubblici italiani”. Studenti internazionali aumentati del 160%, secondi solo a Bologna. E prima stazione appaltante in Abruzzo con cantieri per 52 milioni di euro
TERAMO – Ambasciatori di Brasile, Germania, Lussemburgo, Kosovo, Libano e Slovacchia, due alti diplomatici presso la Santa Sede e una platea istituzionale di primo piano, con una decina di rettori di altre università italiane: l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi di Teramo ha assunto i contorni di un evento diplomatico prima ancora che accademico, a conferma di una svolta strategica che il Rettore Christian Corsi ha voluto rendere visibile fin dal simbolismo delle presenze in sala.
“La parola d’ordine di oggi è il modello di sviluppo del nostro Ateneo – ha dichiarato Corsi a margine della cerimonia -. Quello che vediamo qui è una sintesi di quello che l’Università di Teramo ha fatto in questo primo anno in cui ha riconosciuto l’internazionalizzazione come un vero e proprio modello di crescita e di sviluppo“.
I dati presentati dal Rettore durante la cerimonia parlano chiaro. Per la prima volta dopo cinque anni, l’Università di Teramo registra un incremento delle iscrizioni pari al 25%, la percentuale più alta tra tutti gli atenei pubblici italiani. Un risultato che Corsi ha definito “straordinario, frutto di un lavoro di squadra e di tutti i delegati“. Ancora più significativo il dato sugli studenti internazionali: +160% rispetto all’anno precedente, un incremento che colloca Teramo al secondo posto in Italia per attrattività di iscritti stranieri, alle spalle soltanto dell’Università di Bologna. “È un risultato che conferma come un ateneo di provincia possa competere ad altissimi livelli se ha chiari gli obiettivi e la determinazione per raggiungerli“, ha sottolineato il Rettore.
Ma è sul fronte infrastrutturale, c he UniTe a gestione Corsi si gioca un ruolo di primissimo piano, anche sotto il profilo della rinascita urbanistica cittadina. Il Rettore ha annunciato sviluppi concreti e imminenti sulla nascita della nuova Cittadella della cultura, la riqualificazione dell’ex manicomio di Sant’Antonio abate a Porta Melatina. Dopo la vittoria di due ricorsi al Tar che avevano rallentato l’aggiudicazione definitiva dei lavori del primo lotto su oltre 8.000 metri quadrati, la prossima settimana verrà firmato il contratto per l’affidamento del cantiere all’impresa Vittorini dell’Aquila. “Con coraggio e determinazione andremo avanti – ha detto Corsi -. Tra qualche ora apriremo il cantiere“, chiudendo ogni margine di dubbio sulla continuità del progetto.
Parallelamente, scadono nelle prossime 48 ore gli ultimi termini per il progetto AgriBioVet, anche quello pronto a partire. Con questi investimenti, l’Università di Teramo si afferma come la stazione appaltante più importante della Regione Abruzzo, con 51 milioni di euro di investimenti pubblici in campo. Il Rettore Corsi ha concluso indicando la direzione per il prossimo anno accademico: “La sfida è migliorare sempre di più, non adagiarsi mai, continuare a crescere, non solo per l’Università di Teramo, ma anche e soprattutto per la città di Teramo, che ne ha particolarmente bisogno“. Un monito che trasforma i numeri dell’ateneo in una questione di sviluppo territoriale, ribadendo il legame indissolubile ma mai esploso nella sua potenzialità, tra la crescita dell’ateneo e il futuro della città che la ospita.
Ascolta il rettore Corsi nel giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico di UniTe
