Nella Sala Ipogea il Ministro dell’Istruzione e del Merito difende il modello ‘4+2‘ e i metal detector nelle scuole, fuori cori, slogan e protesta nel presidio di UDS, sidacati e Casa del Popolo: “Basta riforme calate dall’alto, vogliamo un confronto reale”
TERAMO – “Affrontare i problemi del Paese partendo dalla realtà e non dalle frottole ideologiche“. È questo il cuore del messaggio lanciato oggi a Teramo dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, durante la presentazione del suo ultimo libro, “La rivoluzione del buon senso. Per un Paese normale”. Un intervento che ha toccato i temi caldi della scuola, della sicurezza e del rapporto con il mondo produttivo, rivendicando quella che definisce appunto “la rivoluzione del buonsenso“.
Il Ministro ha difeso con vigore la riforma dell’istruzione tecnica e professionale (il modello 4+2), respingendo con fermezza le critiche. “Accusarmi di voler creare nuovi schiavi degli imprenditori è un’accusa fuori dal tempo, che ci riporta a ideologie di 60 anni fa“, ha dichiarato Valditara, sottolineando come il collegamento tra scuola e impresa sia una priorità condivisa a livello europeo per garantire ai giovani occupazione rapida e retribuzioni soddisfacenti.
La voce della protesta A pochi metri dalla Sala Ipogea, tuttavia, il clima era tutt’altro che conciliante. Un presidio organizzato dall’Unione degli studenti, insieme ai sindacati e alla Casa del Popolo, ha contestato duramente la presenza del titolare del Dicastero. “Siamo qui come studenti, cittadine e lavoratrici del settore scolastico per dire no a questa gestione“, hanno dichiarato i rappresentanti degli studenti durante la protesta. “Chiediamo che le riforme non siano più imposizioni dall’alto, ma il frutto di una collaborazione reale con chi la scuola la vive ogni giorno. Continueremo a contestare il Ministro finché non inizierà ad ascoltare le nostre voci e a darci risposte concrete“.
Sicurezza e dispersione Nonostante il rumore della contestazione, il Ministro ha proseguito toccando il tema della sicurezza negli istituti, confermando l’efficacia dei controlli tramite metal detector mobili: “Sono stati sequestrati centinaia di coltelli e persino machete nelle scorse settimane. Non è repressione, è tutela della comunità scolastica. Qualcuno vorrebbe forse difendere il diritto di portare armi in classe?“.
In chiusura, Valditara ha rivendicato i risultati sul fronte della dispersione scolastica, citando dati che vedono l’Italia (8,2%) in netto miglioramento rispetto alla media europea (9,1%). “In tre anni abbiamo recuperato mezzo milione di ragazzi – ha concluso – sottraendoli alla strada e alla criminalità. Grazie a strumenti come il docente tutor e il Decreto Caivano, stiamo dando risposte che valgono più di ogni demagogia“.






