Il sindacato attacca sui servizi degli Oss negati ai pazienti allettati. Pronta la replica dell’Azienda sanitaria teramana: “Nessuna riduzione, in corso una rimodulazione equa valutata direttamente a domicilio. Inserite nuove figure professionali per i nostri 6.830 assistiti”
TERAMO – Finisce al centro di uno scontro sindacale il servizio di assistenza domiciliare della Asl di Teramo. Da un lato c’è la denuncia di Ugl Salute Abruzzo, con il segretario regionale Stefano Matteucci che punta il dito contro una drastica riduzione degli accessi degli Operatori Socio Sanitari (Oss) nelle case dei pazienti allettati, con un taglio che colpirebbe duramente le famiglie lasciate sole e i lavoratori delle cooperative. Matteucci contesta un sistema che taglierebbe servizi essenziali come l’igiene personale per ragioni di cassa, in netto contrasto con i traguardi annunciati sul Pnrr, e annuncia una formale richiesta di accesso agli atti per far luce sulle valutazioni mediche.
L’Azienda sanitaria ha precisato che non è stato né sarà effettuato alcun taglio all’assistenza domiciliare, evidenziando come le prestazioni siano state al contrario potenziate. L’Adi teramana, che con i suoi 6.830 assistiti (dato di giugno) detiene il primato in Abruzzo, è stata infatti arricchita con nuove professionalità: è stata introdotta la figura dello psicologo, è stato incrementato l’impiego dei logopedisti ed è stata inserita la fisioterapia strumentale. Riguardo alla questione degli Oss sollevata dal sindacato, la Asl chiarisce che è in atto esclusivamente una rimodulazione dell’assistenza socio-sanitaria. Gli interventi per l’igiene della persona vengono ora assegnati sulla base di precisi criteri clinici e della situazione familiare, con particolare attenzione all’eventuale presenza di disagio sociale. Tali parametri, precisa l’Azienda, vengono valutati caso per caso direttamente a domicilio da un’équipe composta da un medico e da un’assistente sociale, per garantire un’assistenza più equa e omogenea. In presenza delle condizioni necessarie, sarà la stessa assistente sociale a valutare l’erogazione di provvedimenti di integrazione economica o l’attivazione di ulteriori servizi a supporto delle famiglie.
