Un parco giochi a Falcone, Borsellino e alle scorte, presidio di memoria per i più piccoli

Intitolata questa mattina l’area verde di via Tosti su spinta del Sao, il sindacato di Polizia. Un gesto che ha voluto onorare anche gli uomini e le donne di Ps che hanno compiuto il proprio dovere fino a perdere la propria vita

TERAMO – La toponomastica cittadina si fa strumento di memoria storica e presidio di legalità a Teramo, dove questa mattina i giardini pubblici di via Francesco Paolo Tosti sono stati intitolati a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e alle donne e agli uomini delle loro scorte. L’iniziativa, nata dalla stretta collaborazione tra l’amministrazione comunale e la segreteria provinciale del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), si inserisce nel più ampio cartellone del Memorial Day 2026, la manifestazione nazionale promossa dal sindacato di Polizia fin dal 1993 per onorare e mantenere vivo il ricordo delle vittime della mafia, del terrorismo e del dovere. Alla cerimonia di svelamento della targa hanno preso parte il sindaco Gianguido D’Alberto, il procuratore capo Ettore Picardi, l’assessore Pina Ciammariconi, il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni, il segretario provinciale Gianluca Di Marco e le principali autorità civili e militari del territorio.

L’attenzione degli organizzatori si è concentrata in modo particolare sul tributo al personale di scorta, spesso ingiustamente relegato in secondo piano nella memoria collettiva rispetto alle figure dei magistrati, ma vittima dello stesso tragico destino nei brutali attentati di trentadue anni fa. La decisione di dedicare proprio un’area verde attrezzata non è stata dettata dal caso, ma da una precisa volontà educativa e sociale. Come ha spiegato il segretario provinciale del Sap, Gianluca Di Marco, la scelta di un parco giochi nasce dall’auspicio che i bambini, entrando nell’area per divertirsi, possano incuriosirsi leggendo i nomi sulla targa e chiedere ai propri genitori chi fossero Falcone, Borsellino e gli agenti caduti, permettendo così al racconto di quei tragici giorni di continuare a vivere e di tramandarsi naturalmente.

Una profonda valenza simbolica condivisa e ribadita dal sindaco Gianguido D’Alberto, che ha sottolineato l’importanza di rivolgere il messaggio alle future generazioni. Per il primo cittadino, la targa deve fungere da monito per non abbassare mai la guardia, invitando i ragazzi a guardare alle vittime delle stragi non come ad eroi irraggiungibili, ma come a servitori dello Stato mossi da un profondo senso del dovere. D’Alberto ha infine ricordato che la lotta alla cultura mafiosa è un impegno che non conosce confini geografici o regionali: si tratta di una battaglia quotidiana che va combattuta ovunque, contrastando con fermezza ogni atto di sopraffazione, violenza e controllo scorretto del consenso, per onorare concretamente il sacrificio di chi ha difeso le istituzioni a costo della vita.

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