Torricella, tre operai sull’impalcatura: “Se non ci pagano non scendiamo”

FOTO / Da questa mattina alle 8 sono a circa 10 metri di altezza perchè lamentano il saldo di circa 11mila euro dall’impresa in subappalto di Modugno (Bari) per cui hanno effettuato lavori nel cantiere privato. Sul posto anche il sindaco Palumbi: “Se fossero lavori pubblici pagherei io”

TORRICELLA SICURA – Momenti di altissima tensione a Torricella, dove tre operai sono da oltre 6 ore su un’impalcatura a circa dieci metri d’altezza in via Donizzetti, minacciando di lanciarsi nel vuoto. Alla base della drastica protesta, iniziata nella serata di ieri e sfociata questa mattina con l’occupazione della struttura del cantiere di un edificio privato finanziato con Superbonus 110%, c’è il mancato pagamento degli stipendi per i lavori effettuati in un cantiere privato legato alla ricostruzione post-sisma. Sul posto sono prontamente intervenuti i Carabinieri, la Polizia di Stato, i Vigili del fuoco e i sanitari del 118, affiancati da un negoziatore dell’Arma per condurre la trattativa.

La somma totale che i lavoratori vantano ammonta a circa 11mila euro. Gli operai, che non reputano credibili le promesse di un saldo dilazionato da parte della ditta di Modugno (Bari) operante in subappalto, pretendono garanzie e contanti immediati prima di toccare terra. A ricostruire l’intricata vicenda è il sindaco di Torricella Sicura, Daniele Palumbi, giunto sul posto per seguire da vicino le operazioni di soccorso e mediazione: “È un cantiere privato per la ricostruzione con vari subappalti, dove non si capisce bene chi debba adempiere – ha spiegato il primo cittadino -. “Gli operai stanno protestando da ieri sera. Pare che inizialmente fossero di più, poi una parte è ripartita per Milano e sono rimasti tre irriducibili che sono saliti sopra, mentre un altro fa da mediatore a terra. Chiedono il pagamento immediato: si parla di circa 11mila euro, una cifra non altissima ma che per loro è evidentemente fondamentale”.

Palumbi ha sottolineato l’impossibilità per l’amministrazione comunale di erogare direttamente le somme per sbloccare la vertenza, a causa dei vincoli di legge che regolano gli appalti privati: “Se avessi i soldi farei l’assegno io, purtroppo non li ho e sto cercando di mediare insieme ai Carabinieri per risolvere la situazione. Purtroppo si tratta di un cantiere privato: se fosse stato un appalto pubblico il Comune sarebbe potuto intervenire direttamente e avremmo risolto la problematica in maniera molto veloce. Sul privato la normativa è diversa e devono essere l’impresa principale e i subappaltatori a trovare una soluzione”.

Nonostante gli ostacoli, il sindaco sta tentando in ogni modo di favorire un punto d’incontro tra le parti per evitare drammatiche conseguenze: “Abbiamo chiesto un incontro in Municipio nel pomeriggio tra la ditta principale di Torricella, il subappaltatore di Bari e i lavoratori, ma loro non intendono scendere dall’impalcatura se prima non prendono i soldi. La trattativa resta difficile, ma continuiamo a lavorare con le forze dell’ordine per riportare la situazione alla normalità”.

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