La Gestione pubblica trasloca a Pescara da marzo, Fp Cgil e Cisl Fp contestano il progetto della Direzione regionale che vuole accentrare le pratiche dei pensionati pubblici. L’allarme dei sindacati: “Così si svuotano le sedi provinciali, si disperdono le professionalità e si allontanano i servizi dai cittadini”
TERAMO – Un nuovo piano di ristrutturazione della Direzione regionale dell’Inps rischia di impoverire pesantemente i presìdi provinciali dell’Abruzzo, mettendo la sede di Teramo di fronte al concreto pericolo di una progressiva perdita di funzioni, professionalità e servizi essenziali per la comunità locale. Il progetto illustrato dal Direttore regionale dell’Istituto, Antonello Crudo, prevede infatti la costituzione di un ‘Polo regionale di Gestione Pubblica’ localizzato a Pescara, a cui verrebbero trasferite in via esclusiva, con decorrenza dal 1° marzo 2027, tutte le lavorazioni e le attività legate ai pensionati del settore pubblico, attualmente svolte negli uffici del territorio.
L’ipotesi di accentramento nel capoluogo adriatico ha fatto scattare immediatamente le barricate delle organizzazioni sindacali. Per la sede Inps di Teramo – già segnata come altre realtà da carenze d’organico – la misura si tradurrebbe in un marcato ridimensionamento operativo: la sottrazione della gestione della previdenza pubblica priverebbe il capoluogo di competenze storiche e di personale specializzato, con il conseguente rischio di allontanare fisicamente le risposte e le tutele dai cittadini e dai lavoratori teramani.
Ad esprimere profonda preoccupazione è la FP Cgil Abruzzo Molise che, attraverso il segretario generale Luca Fusari, evidenzia le ricadute del vertice dello scorso 27 ottobre. Il sindacato denuncia “il rischio che la concentrazione delle attività presso un’unica sede determini una significativa riduzione, se non la perdita, di importanti presìdi professionali sui territori, con l’ulteriore indebolimento di realtà già in svantaggio“. La Cgil rimarca il pericolo di disperdere un patrimonio prezioso di conoscenze faticosamente maturate dal personale delle sedi provinciali e chiede formalmente il congelamento del piano, sollecitando la convocazione urgente di un tavolo di confronto basato su dati oggettivi relativi a carichi di lavoro e produzione. Sulla stessa linea si schiera la Cisl Fp Abruzzo Molise. Il segretario generale Vincenzo Mennucci chiede alla Direzione regionale di fare immediata chiarezza sulle reali intenzioni dell’Istituto per fermare voci e incertezze tra i lavoratori, ponendo tuttavia paletti chiarissimi sul merito della vicenda: “Siamo disponibili al confronto, ma non possiamo condividere scelte che rischino di impoverire le sedi territoriali, disperdere professionalità e allontanare servizi importanti dai cittadini. Le sedi provinciali dell’Inps sono presìdi fondamentali per le comunità locali e non possono essere gestite soltanto secondo una logica di redistribuzione o taglio delle attività“.
