I consiglieri comunali Paolo Rapagnani ed Emiliano Carginari contestano il piano di riorganizzazione regionale dell’istituto previsto per il 2027. Annunciata un’iniziativa in Consiglio comunale per impegnare il sindaco e la regione a tutelare i servizi del territorio
TERAMO – Il paventato accentramento a Pescara degli uffici della Gestione Pubblica dell’Inps ha fatto scattare l’allarme politico a Teramo. La riorganizzazione regionale, emersa nei recenti confronti tra la Direzione Inps e le organizzazioni sindacali, prevedrebbe a partire dal 1° marzo 2027 la creazione di un polo unico pescarese per la gestione di pensioni pubbliche, Tfr e Tfs, portando alla chiusura degli sportelli territoriali.
Una prospettiva fermamente respinta dai consiglieri comunali di ‘Più Uno’, Paolo Rapagnani ed Emiliano Carginari, che denunciano il rischio dell’ennesimo svuotamento di presidi pubblici a danno della provincia teramana. “Non possiamo accettare che Teramo venga continuamente privata di funzioni essenziali sull’altare di un presunto risparmio“, affermano i consiglieri, evidenziando i pesanti disagi che ne deriverebbero per anziani, persone fragili e dipendenti degli enti locali (comuni, scuole, provincia) costretti a trasferte fuori provincia per la gestione delle pratiche.
Per bloccare la delocalizzazione, il gruppo consiliare ha annunciato un’iniziativa ufficiale nell’assise civica di Teramo per impegnare il sindaco ad attivarsi presso tutte le sedi istituzionali. Contestualmente, i rappresentanti di ‘Più Uno’ chiedono un’azione corale e trasversale anche in Consiglio regionale: “La razionalizzazione non può diventare sinonimo di abbandono del territorio da parte dello Stato. Servono mobilitazioni concrete per scongiurare questo taglio“.
