Si è spento a quasi 64 anni lo storico esterno biancorosso: fu tra i protagonisti assoluti della cavalcata che portò la squadra di Rumignani in Serie C1, prima di conquistare la Serie A con l’Ascoli di Sonetti. I funerali martedì a Fermo
TERAMO – Un velo di profonda tristezza avvolge l’intera tifoseria biancorossa e il calcio abruzzese. Si è spento dopo una lunga malattia Angelo Pierleoni, indimenticato esterno destro, che a dicembre avrebbe compiuto 64 anni. Una notizia che lascia un vuoto incolmabile nel cuore dei sostenitori del Teramo, per i quali Pierleoni rappresentava il simbolo di un’epoca d’oro, fatta di passione, temperamento e giocate d’alta scuola.
Origini marsicane, nato a Celano e fratello minore di Gigi – altro nome storico e a lungo capitano del Teramo -, Angelo era cresciuto proprio nel vivaio biancorosso. Dopo le prime esperienze a Fermo e Benevento, il legame con la maglia del Teramo lo richiamò a casa per due diverse parentesi: la prima nel 1983 e la seconda nel 1985, fortemente voluto sulla panchina biancorossa da Giorgio Rumignani. Fu proprio nella stagione 1985-1986 che Pierleoni scrisse una delle pagine più esaltanti della storia del club: con Rumignani alla guida, il Teramo stracciò letteralmente il campionato di Serie C2, conquistando una memorabile promozione in Serie C1. Nelle sue stagioni in biancorosso ha collezionato 88 presenze e 11 reti, confermandosi un calciatore dalle notevoli doti tecniche e dal carattere indomabile.
Quelle due annate straordinarie – prima la vittoria della C2 e poi il campionato di C1 disputato sotto la guida di Antonio Luzii – lanciarono Pierleoni verso il grande calcio. Il suo talento lo portò a spiccare il volo verso piazze di primissimo piano: Messina, Brescia, Cesena e infine Ascoli, dove nel 1991 conquistò la promozione in Serie A con Nedo Sonetti in panchina. Una carriera eccezionale la sua, che parla di 52 presenze e 2 gol in Serie A (con la maglia dell’Ascoli), 131 presenze e 20 reti in Serie B, e 155 presenze con 28 gol in Serie C, per un totale in carriera che supera le 350 gare ufficiali e le 53 realizzazioni.
La sua assenza per motivi di salute si era notata con grande dispiacere durante la recente celebrazione a Teramo per il quarantennale della storica promozione del 1986, evento a cui la piazza era rimasta fortissimamente legata. Con la scomparsa di Angelo Pierleoni si allunga purtroppo la lista dei protagonisti di quel gruppo leggendario che ci hanno lasciato nel tempo: dal tecnico Giorgio Rumignani al presidente Ercole De Berardis, dal compagno di squadra Moreno Solfrini allo storico medico sociale Gaetano Bonolis, fino al massaggiatore Ivo Calini, il dirigente accompagnatore Sergio Di Federico, il dirigente Vincenzo Crescenzo e lo storico segretario Regolo Matriciani.
Oggi Teramo piange non solo un grande atleta, ma un figlio della propria terra che ha saputo portare i colori biancorossi fino ai vertici del calcio italiano. La redazione e tutta la comunità sportiva si stringono attorno alla famiglia Pierleoni, alla moglie Edelweiss, ai figli Jacopo e Alessandro, alla nuora Fabrizia. in questo momento di profondo dolore. I funerali di Angelo saranno celebrati a Fermo, dove viveva, nella chiesa di Santa Caterina, martedì 21 ottobre, alle 15:30.
