Terremoto 2016, i sindaci in udienza dal Papa. D’Alberto: “Forza e speranza per la rinascita”

Incontro in Vaticano a dieci anni dalla forte scossa del 30 ottobre. Il primo cittadino di Teramo dona al Pontefice un leone stiloforo in ceramica dell’artista Marco Appicciafuoco a nome dell’intera comunità

TERAMO – In occasione del decennale del terremoto del 30 ottobre 2016, i sindaci dei centri del cratere della provincia di Teramo, e tra questi quello del capoluogo, Gianguido D’Alberto, hanno partecipato in Vaticano a un’udienza privata con Papa Leone. L’incontro giunge a dieci anni esatti dalla devastante scossa che colpì Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, provocando ingenti danni anche nel territorio teramano e nel capoluogo.

“Incontrare il Santo Padre nella ricorrenza dei dieci anni dal sisma ha rappresentato per me e per i miei colleghi una straordinaria emozione e un momento di grande significato -,ha sottolineato il primo cittadino D’Alberto -. In questi dieci anni i sindaci, troppo spesso lasciati soli, sono stati il punto di riferimento delle proprie comunità e hanno portato avanti, con determinazione e senso di responsabilità, una battaglia quotidiana per costruire le condizioni di una vera ricostruzione: non soltanto materiale, ma anche sociale ed economica. Sindaci che non si sono mai arresi, chiedendo attenzione e risposte concrete anche di fronte al silenzio e all’inerzia istituzionale. Oggi l’incontro con il Santo Padre ci consegna nuova forza e speranza per proseguire questo percorso ancora impegnativo“.

Per l’occasione, il sindaco ha donato al Papa, a nome dell’Amministrazione e dell’intera comunità teramana, un leone stiloforo in ceramica realizzato dall’artista Marco Appicciafuoco, simbolico omaggio di gratitudine per i costanti richiami della Chiesa ai valori della fratellanza e dell’accoglienza. “Un dono con cui ho inteso esprimere la gratitudine della nostra comunità per il costante richiamo del Santo Padre alla centralità della dignità umana e ai valori dell’accoglienza, della solidarietà e della fratellanza – ha concluso D’Alberto -, richiamando anche quanto espresso durante la sua visita a Lampedusa sul dovere condiviso di accogliere e integrare. In un tempo attraversato da guerre, violenze e indifferenza, il messaggio della Chiesa ci ricorda che la dignità della persona e la solidarietà non sono valori divisivi, ma principi universali sui quali dobbiamo continuare a costruire il nostro futuro“.

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