Il vertice Teramo Ambiente spiega in Commissione Bilancio le ragioni degli adeguamenti, rimasti fermi al 2006 a fronte di un’inflazione Istat oltre il 40%. Raggiunto un accordo con il Comune per calmierare i prezzi per il triennio 2027-2029 (con maggiorazione del 15%)
TERAMO – L’adeguamento delle tariffe cimiteriali a Teramo è un atto dovuto per garantire il pareggio di bilancio e la sostenibilità di un servizio che non ha margini di profitto. A chiarire i contorni della misura è Sergio Saccomandi, presidente di Teramo Ambiente, a margine del dibattito sui costi della gestione cimiteriale in città, che ha scaldato e non poco questa mattina la seduta della Commissione Bilancio.
Saccomandi ha ricordato come i prezzi attuali siano rimasti del tutto immobili dal 2006 al 2026. In vent’anni, l’incremento del costo della vita misurato dagli indici Istat ha superato il 40% (con proiezioni al 45% per il 2026 a causa dei rincari energetici). Rispetto a questo scenario, l’adeguamento tariffario stabilito si attesta su una media contenuta, pari a circa il 15%. Per evitare un impatto eccessivo sulle famiglie, la TeAm ha concordato con il Comune di Teramo un percorso graduale: i prezzi saranno calmierati per i prossimi tre anni (2027, 2028 e 2029), per poi allinearsi a regime con quanto previsto dal piano industriale entro il 2030. I rincari, secondo quanto affermato dal presidente della TeAm, sono inoltre legati all’impegno di mantenere efficiente una rete capillare complessa: la gestione comprende infatti il cimitero monumentale e ben 15 cimiteri frazionali, presidi di prossimità essenziali che l’amministrazione e la società non intendono smantellare per garantire a tutti i cittadini il diritto di fare visita ai propri cari.
