Ai domiciliari gli ucraini del processo Guzzanti

TERAMO I giudici del tribunale di Teramo hanno concesso gli arresti domiciliari ai tre ucraini imputati nel processo per detenzione delle armi da guerra che sarebbero dovute servire per un attentato all'ex presidente della Commissione Mitrokhyn, Paolo Guzzanti. I legali di Vitality Myhachuk, Stefan Kovpac e Cleh Havrushko, nel corso dell'ultima udienza del 12 dicembre, avevano rinnovato la richiesta di remissione in libertà dei loro assistiti, in carcere dal 16 ottobre 2005, quando furono arrestati nei pressi di un casolare di Mosciano Sant'Angelo, mentre scaricavano merce da un furgone e tra questa anche le due granate da guerra. I giudici hanno ritenuto idonea l'abitazione indicata dagli stessi avvocati difensori quale luogo di ospitalità in attesa della conclusione del processo. Assieme ai tre è sotto processo un quarto ucraino, l'unico a piede libero,  Volodymyr Stakhurkyy, ritenuto uno dei personaggi chiave della vicenda del trasporto degli ordigni dall'Ucraina in Italia e passeggero sul furgone da trasporto fermato a Mosciano, i cui movimenti durante il trasferimento erano riferiti in tempo quasi reale da Mario Scaramella, consulente della Commissione e colui che aveva denunciato alla polizia l'ipotesi di attentato con quelle armi. Proprio delle telefonate intercorse tra il cellulare di Stakhurkyy e quello di un misterioso interlocutore si discuterà alla ripresa del processo, fissata al 16 gennaio prossimo.

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