Università: i docenti e ricercatori chiedono aiuto

TERAMO – C’è una lettera dei docenti e ricercatori dell’Università di Teramo in cui si chiede aiuto al senato accademico. Ecco il testo.
"L’intervento governativo sulle Università (l. 133/08) impone tagli economici “orizzontali” privi di fondamento logico in grado di provocarne, nel giro di pochi anni, una radicale destrutturazione, nella pressoché totale noncuranza nei riguardi degli sforzi operati dalla gran parte degli Atenei nella direzione di contenimento della spesa e di riqualificazione delle attività di didattica e di ricerca.
I vincoli di spesa imposti appaiono ancor più ingiustificati allorché non contenuti all’interno di un concreto e ben strutturato progetto di riforma ma inseriti in maniera surrettizia nelle more di provvedimenti in materia di finanza pubblica, non offrendo in tal modo alcuna risposta all’avvertita esigenza di favorire la piena implementazione di un sistema universitario funzionante, rinnovato e competitivo sul piano internazionale. Anzi, in totale dispregio alla necessità di costituire al più presto un confronto allargato a tutte le rappresentanze sulle prospettive di riforma dell’Università, la legge 133/08 sembra invece voler rafforzare ed accelerare da qui a pochi anni gli elementi che sono alla base del sostanziale percorso di stagnazione e declino che le Università italiane – loro malgrado – si trovano costrette a seguire da decenni, a causa di politiche governative prive di una loro intrinseca logicità e coerenza. 
La drastica rimodulazione delle risorse umane ed economiche delle Università non manca altresì di contrastare con quanto richiesto – ormai da anni – da una catena ininterrotta di decreti ministeriali di regolamentazione dei nuovi ordinamenti, in termini di requisiti minimi di numerosità di docenti per l’attivazione dei vari corsi di studio, sdoppiamenti degli stessi in presenza del numero massimo di studenti, attività didattiche di sostegno, verifica della qualità della ricerca e dei processi di miglioramento della stessa.
Le varie componenti dell’Università auspicano l’avvio di un serio processo di riallocazione delle risorse in base ad efficaci e concreti meccanismi di valutazione, nella piena consapevolezza che tale riallocazione debba premiare le buone prassi e i risultati di qualità e censurare le mediocrità e le insufficienze.
I punti principali del recente intervento governativo sembrano tuttavia collocarsi in aperta controtendenza a questo auspicabile processo riformatore:
–     la possibilità che l’art. 16 della l. 133/08 offre alle Università di deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato mina sin dalle fondamenta la natura pubblica della formazione universitaria, in aperta violazione dei principi ispiratori pur espressamente enunciati all’art. 33 della nostra Costituzione («La Repubblica istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi»);
–     la drastica limitazione del turn-over del personale docente e tecnico-amministrativo del 20% per gli anni 2009-2011 ed al 50% per il 2012 non offre alcuna possibilità di ricambio generazionale e di reclutamento adeguato di giovani e meritevoli ricercatori, prospettandosi una riduzione e un ridimensionamento dell’Università in controtendenza a quanto è dato registrare negli altri Paesi europei, nonché un progressivo disimpegno dello Stato a governare un settore strategico per lo sviluppo generale del Paese.
 –     il taglio al Fondo di Funzionamento Ordinario di oltre un miliardo e mezzo di Euro per il prossimo quinquennio è suscettibile di produrre effetti drammatici sulle funzioni scientifiche delle Università e un degrado irrimediabile dell’offerta formativa e dei servizi per gli studenti.

Pertanto, i docenti e i ricercatori dell’Università di Teramo CHIEDONO al Senato Accademico:

1.    di sottolineare con forza gli esiti negativi che avrebbe la legge 133/08 sull’intero sistema universitario italiano e di rappresentare presso le strutture competenti la situazione di estremo disagio avvertita dai docenti e dai ricercatori dell’Università di Teramo in relazione ai prospettati tagli dei fondi alla ricerca, al blocco del turn-over e alla trasformazione delle Università in fondazioni;
2.    di appoggiare tutte le iniziative che potranno essere promosse al fine di far conoscere a tutti gli studenti e all’opinione pubblica locale e nazionale le conseguenze delle misure governative sul carattere pubblico dell’Università.
3.    di favorire l’avvio di un’ampia mobilitazione che giunga ad iniziative di astensione e di blocco delle attività fin quando permanga l’atteggiamento di totale impermeabilità del Governo e del suo Ministro e non si favorisca l’apertura di un tavolo di confronto in grado di assicurare il superamento della difficile situazione in cui versa il sistema universitario italiano e il suo rilancio complessivo.
4.    di promuovere al più presto un’assemblea allargata a tutte le componenti del nostro Ateneo allo scopo di ribadire la chiara e ferma volontà di tutelare il carattere pubblico della formazione universitaria".

Seguono firme

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