Bisceglia in Corte d'Assise per aver trucidato Adele

TERAMO – Saranno i giudci togati e popolari della corte d’assise del tribunale di Teramo, il prossimo 13 maggio, a processare per omicidio volontario pluriaggravato, distruzione e occultamento di cadavere e sfruttamento della prostituzione il teramano Romano Bisceglia, accusatodi aver ucciso e fatto a pezzi, gettandone le parti del corpo in una scarpata, Adele Mazza, a Pasqua di un anno fa. Lo ha deciso questa mattina il giudice per le udienze preliminari su richiesta della procura teramana. Bisceglia secondo la pubblica accusa, avrebbe ucciso la donna, di cui spesso sfruttava la prostituzione, al culmine di un violento litigio scatenato dall’intenzione della vittima di cambiare vita e di smetterla con lo spaccio di stupefacenti e il meretricio per procurarsi il denaro. Ad incastrare Bisceglia ci sono soprattutto le impronte digitali rinvenute sul nastro adesivo utilizzato per chiudere uno dei sacchi in cui era contenuto un pezzo del corpo della donna, macchie di sangue trovate su una scarpa dell’uomo, nel bagno e sul bordo della vasca da bagno della casa di Bisceglia, ritenute compatibili con il Dna della donna dagli esperti del Ris dei carabinieri. Manca soltanto l’arma del delitto, secondo l’accusa fatta scomparire dall’assassino. Bisceglia si trova attualmente detenuto nel carcere di Chieti, in isolamento dietro sua esplicita richiesta.

 

 

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