Archivio centrale del Comune:"No, al museo archeologico non si può"

TERAMO – A proposito di Archivio centrale del Comune "abbiamo consigliato al Sindaco, visto che non ci aveva pensato di destinare tutto il materiale dell’archivio del Comune, all’Archivio di Stato, con il semplice motivo di risparmiare 317.000 euro, con cui si sarebbero potute fare tante altre cose, visto che l’Archivio di Stato avrebbe fatto il lavoro di conservazione, digitalizzazione, diffusione, ecc., praticamente a costo zero.." Lo scrive in una nota Siriano Cordoni, capogruppo consiliare a Teramo per l’Idv, nella controreplica al sindaco Maurizio Brucchi, che Cordoni aveva accusato di cattiva gestione del patrimonio archivistico comunale. "Non si può rispondere che c’è in corso un progetto finanziato dalla Fondazione Tercas per spostare  l’archivio del Comune al Museo Archeologico.  I soldi della Fondazione potrebbero essere spesi per altri progetti". Cordoni dice ancora:" Spero che ci sia la consapevolezza da parte dell’Amministrazione che nel trasferire tutto l’archivio del Comune presso il Museo Archeologico, così almeno sembra di capire dalle parole del sindaco, si debbano prevedere i soldi per la gestione, i soldi per dotare gli spazi di scaffalature idonee,  i soldi per sistemi di climatizzazione idonei, i soldi per sistemi di sicurezza idonei, i soldi per sistemi di informatizzazione idonei, i soldi per la formazione del personale preparato, ecc. ecc." Cordoni ricostruisce l’iter amministrativo della vicenda:"Esiste una sola delibera di giunta, del 2007, a firma Gianni Chiodi con la quale la giunta di allora, devo ammetterlo, più assennata, faceva queste affermazioni:

–        visto che sono andati in pensione due dipendenti, visto che il terzo non è più idoneo e quindi destinato ad altra mansione – visto che si deve far fronte alle richieste degli uffici e dei cittadini per il rilascio delle documentazioni – si incarica il dirigente del settore affinchè provveda con immediatezza a ripristinare il funzionamento dell’archivio centrale, ricorrendo, anche al temporaneo affidamento degli stessi a ditte specializzate operanti nel settore.

Ma come succede spesso in Italia, non c’è più niente di duraturo che il temporaneo stesso. E così pur essendo trascorsi tre anni (spesa 190.000 euro) si decide di rifare un nuovo bando di gara (spesa 317.000 di base) pur non essendoci più alcuna motivazione d’urgenza. A meno che non si dica il contrario e che si è ancora in motivo d’urgenza (dopo quattro anni!) e si ammetta in questo modo candidamente di aver avuto un alto tasso di inefficienza. E’ vero che l’articolo 17 del nuovo bando di gara prevede che – L’Amministrazione Comunale si riserva la facoltà di ricollocare i materiali relativi all’archivio storico in altri locali, nel corso dell’appalto. In tal caso, il compenso annuale sarà riproporzionato in dipendenza del volume del materiale che verrà prelevato a cura e spese dell’amministrazione.Come si vede una generica affermazione che prevede altri soldi per il prelievo e il trasporto in altra sede, e non quantifica di quanto verrà ridotto il compenso previsto per la ditta che si aggiudicherà l’appalto. Sono sicuro che il risparmio per l’Amministrazione sarà, statene certi, minimo o nullo".

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