Alluvione, Mazzarelli: «Premiata la strategia della Regione»

TERAMO – "La scelta della Regione di sollevare dubbi di costituzionalità sulla cosiddetta tassa sulle disgrazie, che abbiamo ritenuto da subito iniqua ha indotto lo Stato, dopo la pronuncia di incostituzionalità della legge, per effetto delle impugnative di Abruzzo e Marche, a ripartire la somma destinata a tutti i territori colpiti da calamità e, quindi, ad assegnare all’Abruzzo 5 milioni di euro per la provincia di Teramo, somma equivalente a quella destinata a tutti gli altri territori: per le Marche l’emergenza ha riguardato tutte le 5 province – e la somma destinata è pari a 25 milioni di euro – mentre per l’Abruzzo l’emergenza ha riguardato la sola provincia di
Teramo". A spiegarlo è il segretario generale della Presidenza della Regione, Enrico Mazzarelli, annunciando che il Consiglio dei Ministri ha concesso la proroga dello stato di calamità per la Prvincia di Teramo. "Siamo soddisfatti di questo esito – commenta lo stesso segretario – frutto di una procedura complessa che ha comportato sì un allungamento dei tempi, necessario, però, a tutelare i cittadini della provincia teramana che, oltre al danno, rischiavano di subire anche la beffa delle tasse". La vicenda dell’alluvione prende avvio nel marzo 2011, quando il Governo regionale dichiara lo Stato di Emergenza per calamità naturale nella provincia di Teramo, ma non provvede ad erogare alcuna somma a seguito della introduzione della cosiddetta "tassa sulle disgrazie" che obbligava le Regioni a gravare sui cittadini con ulteriori addizionali ed accise. La scelta operata dalla Regione Abruzzo fu quella di non aumentare la pressione fiscale e di impugnare il provvedimento legislativo e oggi si può dire che la scelta fu azzeccata pienamente. Infatti da un lato la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la "tassa sulle disgrazie", dall’altro nessuna delle Regioni che aveva aumentato le imposizioni fiscali (come le Marche, ad esempio) ha ricevuto dal Governo le somme che erano state versate dai cittadini. A seguito della pronuncia della Corte Costituzionale, il Governo ha deciso di ripartire la somma di circa 87 milioni di euro tra i territori colpiti da calamità alluvionali. Tra queste territorialità viene ricompresa la Regione Abruzzo, per l’emergenza in provincia di Teramo, a cui viene destinata la somma di 5 milioni di euro, come risulta dalla richiesta di intesa alla emissione dell’ apposita ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, proposta dal Dipartimento di Protezione Civile ed evasa nello scorso 27 marzo dal presidente della Giunta regionale. In questa occasione, il presidente Chiodi, unico Governatore ad avanzare una istanza di questo tenore, ha proposto al Governo di rendere disponibili, per i territori colpiti, ulteriori risorse, circa 20 milioni di euro discendenti dalla Delibera Cipe del 23 marzo scorso, relative a disimpegni del Fas precedente. "Occorre aggiungere – spiega Chiodi – che ad oggi nessuna Regione ha ancora ottenuto la firma dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri che dispone l’accreditamento delle somme. Pertanto, nessun ritardo
per la Regione Abruzzo, come qualcuno ha voluto paventare, anzi questa vicenda somiglia sempre più a quella dei fondi Fas, per la quale le cassandre del centrosinistra hanno annunciato la perdita dei finanziamenti salvo scoprire poi che il Fas Abruzzo è stato il primo e, allo stato, ancora l’unico ad essere per intero approvato".

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