Tonino Tancredi, l'ultima grande rabbia

TERAMO – L’ultima grande rabbia all’onorevole Antonio Tancredi gliel’ha provocata il prefetto dell’Aquila, che chiuse l’autostrada, in occasione della forte nevicata dello scorso febbraio. "Ma come, mica si può interrompere un servizio pubblico tanto importante, bloccando per sedici ore seimila persone, per un problema burocratico… Io, la burocrazia, la odio, e la combatterò fino a che avrò un ultimo granello di vita". In quella circostanza, Tancredi, richiamò all’ordine tutti i parlamentari abruzzesi: "Me la prendo con tutti, anche con mio figlio. Loro non si sono dati da fare, invece bisogna protestare, farsi sentire, gli abruzzesi vanno difesi". La difesa degli abruzzesi, dei teramani… ultime, antiche preoccupazioni, per lui: l’osservatorio di Collurania che non doveva essere accorpato, la Provincia che non deve scomparire: "Pescara è sempre pronta a fagocitarci". E l’idea costante che la politica deve essere unita nelle grandi battaglie: "Come facevamo noi, come è successo, alla fine del mio momento politico più terribile, quello dell’indipendenza dell’Università di Teramo, quando dopo tanti conflitti, con Gianni Di Pietro (parlamentare teramano Pci, ndr), andammo insieme a batterci per i finanziamenti". Il suo rapporto con il Pci? Più schietto di quello che c’è oggi tra centrosinistra e centrodestra: "Io e il parlamentare comunista Arnaldo Di Giovanni eravamo nella stessa commissione. Ce ne dicevamo di cotte e di crude per tutta la durata dei lavori, poi la sera prendevamo la stessa macchina e ce ne tornavamo a Teramo insieme". La politica per Tancredi: "Ce l’ho dentro, purtroppo è una malattia, è la mia malattia. Ma è cambiata… questi non vivono più in mezzo al popolo come facevamo noi, che venivamo dal popolo, che eravamo del popolo. Il popolo va rappresentato, ascoltato, seguito. Quando facevo politica attiva i miei telefoni erano a disposizione di giorno e di notte. Adesso non è più così, ma si deve fare così". Uomo abituato a combattere, Tonino Tancredi, caparbio, indipendente: "Quando volevo fondare la banca la mia famiglia mi diceva, ma chi te lo fa fare… Loro, quando io prendo un’iniziativa sono sempre un po’ preoccupati". Grande passione, Tancredi, per la sua Banca di Teramo: "Quando intraprendi una cosa nuova, indipendentemente dall’età che hai, la fai con l’entusiasmo del ragazzo". E tra le passioni anche il cinema: "Amo la cinematografia, soprattutto per l’innovazione che ha portato nel mondo dell’immagine. Si, mi piace il cinema… ne subisco il fascino, anche se vado a vedere solo i grandi film". Un esteta, Tancredi, appassionato (ancora questo termine, per lui) di arte, grande conoscitore d’arte e capace di apprezzarla anche in chi meno ti aspetti: "Ho molto rispetto per George Clooney, che mi piace tanto. Ha un umorismo fine, lui è molto raffinato…". L’ultima grande rabbia, la neve… il prossimo sorriso chissà per chi sarà.

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