Chiodi: «Sulla banda larga saremo un esempio virtuoso a livello nazionale»

TERAMO – Sono 150 mila, il 10,5% del totale della popolazione, gli abruzzesi che ad oggi non possono usufruire della banda larga e dei servizi ad essa connessi. Questo è il cosiddetto “digital divide”, ovvero il divario digitale, che si traduce in  un maggiore isolamento, di cui soffrono soprattutto i Comuni dell’entroterra, minore sviluppo economico e sociale, e soprattutto poco appeal per le imprese ad investire nel territorio.  Il tema è stato affrontato all’interno del workshop promosso dal Corecom Abruzzo dal titolo “Progetto Abruzzo: digital divide obiettivo zero”, moderato dal direttore di Key4Bitz Raffaele Barberio. «Abbiamo messo a confronto – spiega il presidente del Corecom Abruzzo e coordinatore nazionale dei Corecom Filippo Lucci – i sindaci di tre piccoli Comuni, che vivono sulla loro pelle questo gap, le istituzioni, rappresentate dal Governatore Gianni Chiodi e dal direttore regionale del settore Informativo Domenico Longhi, con il mondo delle imprese e dell’Università: è emerso che, attraverso nuovi investimenti per colmare il digital divide si può aiutare le aree interne nel processo di recupero e valorizzazione. Si tratta di una sfida attuale che l’Abruzzo può e deve affrontare». Secondo Chiodi l’Abruzzo «può diventare un modello virtuoso, una sorta di case history a livello nazionale: abbiamo già impiegato circa 50 milioni di euro per l’infrastruttura della banda larga. Sono inoltre previsti altri 18 milioni di euro di fondi Fas per potenziare le reti esistenti,  altri 3 milioni di euro sono stati utilizzati nell’ambito del Psr su aree rurali che presentavano particolari criticità, a cui si aggiungono i 7 milioni di euro messi a disposizione dal ministero dello Sviluppo economico». L’obiettivo, a breve termine, è quello di ridurre del 5% il digital divide, per arrivare allo step successivo, che rappresenta anche uno degli obiettivi dell’agenda digitale: portare la banda larga su tutto il territorio regionale. All’incontro hanno partecipato anche i sindaci di tre piccoli Comuni abruzzesi, Crognaleto, Montefino e Carpineto della Nora, che hanno portato le loro testimonianze. Emblematica quella del sindaco Ernesto Piccari (Montefino). «Siamo stati tra i primi Comuni ad avere introdotto la firma digitale, ma non possiamo utilizzarla, così come non possiamo accedere allo sportello unico delle attività produttive a livello regionale, perché non abbiamo la banda larga». Grazie all’azienda Skylogic, i tre Comuni saranno i primi in Abruzzo a sperimentare gratuitamente l’accesso alla banda larga attraverso la copertura satellitare. 

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