Venti anni fa veniva a mancare il "sindaco buono"

TERAMO – Il suo nome resta legato indissolubilmente a inizitive storico-culturali che hanno segnato la vita della città di Teramo, come la nascita del Giugno teramano, della fiera dell’agricoltura, del Premio Teramo. Chi invece resta ancorato a un clichè populista, lo ricorda invece per la ‘picconata’ al vecchio teatro comunale per far posto alla Standa. In ogni caso, questa città deve ancora oggi tantissimo a Carino Gambacorta, il ‘sindaco buono’ (nella foto tratta dall’archivio di Tvn). Proprio venti anni fa veniva a mancare, dopo tre mandati alla guida della città, da primo cittadino. Era salito a Palazzo di città nel 1951, quando divenne assessore alla pubblica istruzione e vicesindaco dell’allora primo cittadino Alfredo Biocca. Sindaco lo divenne nel 1956, e lo rimase fino al 1969 quando accettò la carica di presidente della Cassa di Risparmio, che tenne fino al 1981. La sua politica fu illuminata, grazie alla sua forma mentis di intellettuale formatosi alla facoltà di Magistero di Roma e laureato in Belle lettere. Non a caso si devono alla sua guida politica alcune scelte importanti soprattutto nel settore della cultura. Ispettore scolastico, commendatore, portò sempre con sè l’esperienza e l’umiltà di ufficiale dell’Esercito italiano prigioniero di guerra nei campi nazisti e figurò tra i principali sosteitori dell’idea e della politica sociale della Democrazia cristiana. Insignito del Premio per la cultura della Presidenza del consiglio nel 1966 e nel 1972, si distinse per la battaglia fondativa dell’Università di Teramo così come per la realizzazione dell’autostrada Teramo-Roma, proseguita poi dal suo ‘delfino’ Antoniio Tancredi. Ma fu anche il fondatore, nel 1980, del Mediocredito Regionale Abruzzese, di cui fu presidente fino al 1990. Venne a mancare il 15 dicembre 1993 e la città di Teramo, ad oggi, lo ricorda con l’intitolazione dei giardini pubblici dei Tigli (con la cerimonia del 21 ottobre 2006) – con l’installazione di un busto bronzeo (31 luglio 2009) – e della sala espositiva della Banca di Teramo.