Prati di Tivo, la Uil chiede ai soci della Gran Sasso la nomina di un garante e un piano industriale

TERAMO – «Prati di Tivo non può subire le stesse sorti di Prato Selva». E’ l’appello del segretario generale della Uil, Alfiero Di Giammartino, intervenuto per diffondere una lettera aperta indirizzata a Provincia, Camera di Commercio e Regione, in qualità di soci della Gran Sasso teramano, ente proprietario degli impianti di risalita, per esprimere preoccupazioni sulla poltica condotta dall’attuale management presieduto d Marco Bacchion. «E’ noto a tutti – scrive la Uil – come la Gran Sasso Teramano in questi ultimi anni sia riuscita nella non facile impresa di svalutare, sino all’azzeramento, le quote di partecipazioni degli enti pubblici proprietari (Provincia di Teramo, Camera Commercio di Teramo, Regione Abruzzo, ecc.), al punto si renderà, necessaria una ricapitalizzazione della società pur non essendoci i presupposti legati su un buon andamento della stessa società». Il sindacato individua dunque negli amministratori nominati la causa: a”nziché svolgere le mansioni esecutive e propulsive tese al perseguimento di una maggiore efficienza della società partecipata, si siano limitati sin qui alla ricerca di palliativi e di interventi tampone -di “facciata”, che, di fatto si stanno dimostrando perniciosi per lo sviluppo turistico della zona, e di conseguenza, per l’intera comunità montana e per gli operatori turistici dei Prati di Tivo”. In sostanza, si stanno riproponendo le incertezze operative, le confuse e fumose metodologie d’intervento, che hanno comportato la chiusura degli impianti di Prato Selva”. Il sindacato chiede alle autorità interessate di intervenire per uscire da una situazione di stasi percorribile solo attraverso l’immediata realizzazione di un vero piano industriale finalizzato al risanamento economico e patrimoniale della società, ma anche di fornire risposte in termini di economicità ed efficienza della gestione nel medio e nel lungo periodo degli impianti. La Uil chiede agli enti proprietari di provvedere alla nomina di un nuovo amministratore unico che sappia essere distante dalla politica ma vicino alle aspettative locali; che “sappia essere capace di salvaguardare gli interessi della collettività montana, degli operatori turistici e dei lavoratori tutti e in grado di definire un “business plan” attraverso il quale poter coniugare lo sviluppo dell’economicità con la tutela del patrimonio pubblico dato dalla struttura sciistica, nonché dalla salvaguardia dei livelli occupazionali. La Uil affonda ancora contro l’attuale amministratore Marco bacchion: «Non è dato sapere se l’attuale management della società abbia realizzato l’invocato Piano Industriale, ma a giudicare dei negativi trascorsi (Prato Selva, ndr), sussiste il fondato sospetto che la società non si sia dotata di alcuna programmazione industriale, mentre permane la forte preoccupazione di una situazione destinata a peggiorare”. Il segretario Di Giammartino persuaso che un’eventuale chiusura degli impianti di risalita dei Prati di Tivo, determiniuna la perdita di circa 120 posti di lavoro e la morte turistica di un intero comprensorio chiede ai soci della Gran Sasso di indivuduare una sorta di garante legittimato a promuovere un tavolo tecnico fra le parti in causa (Società, Imprenditori del particolare Settore, Imprenditori ed Operatori Turistici, Lavoratori ed Organizzazioni Sindacali di categoria, Sindaci dei Comuni interessati, Aspul di Pietracamela), per trovare soluzioni e non compromettere definitivamente la stagione invernale.

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